Visita a Masseto

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Masseto è il nome di un mito enologico contemporaneo: un vino, un vigneto, una tenuta. Il potenziale del pendio dove oggi sorge l’omonima vigna Masseto, sulla costa toscana, è stato pensato e realizzato all’inizio degli anni ’80, quando, contrariamente a quanto avveniva sul territorio come tradizione locale, vennero piantate le prime viti di merlot. L’intuizione di allora è  stata ripagata oggi. L’argilla blu, le fresche brezze costiere e l’ottima rifrazione della luce garantita dal  mare contribuiscono all’intrigante mix di potenza, eleganza e complessità che contraddistingue il vino della tenuta. Il Masseto ha avuto successo fin dall’inizio, quindi dall’ annata 1986.

MassetoLa collina di Masseto è un luogo che ti prende, insieme mistero e rivelazione, dove il terreno con le sue argille Pliocene regala ricchezza di sapori e profumi e nobili contraddizioni da capire. Le argille hanno un cuore duro come la pietra, ma in esse si muove un’elegante fragilità. Così si lasciano esplorare dalle radici, si adattano all’ambiente e al clima circostante dando da un lato forza e ma anche irresistibile setosità a tutta la componente tannica. Questi contrasti trovano poi un’ armonia,non sempre facile da raggiungere, in un’ esemplare fusione di  grande intensità e rotondità di gusto nei due vini che sono Masseto e Massetino.

MassetoMasseto nasce dalla intuizione di scommettere su una terra difficile, intravedendo in essa grandi potenzialità: “un luogo incontaminato, aspro e primitivo, per niente facile da lavorare. Le condizioni sono estreme, eppure questo vigneto non manca mai di stupirci. Davvero un luogo magico in cui è la natura a prendere le decisioni più importanti”. Così me lo descrive Axel Heinz, direttore della Tenuta.

MassetoBello descriverlo nella teoria: l’idea è quella di catturare lo spirito della natura, facile a dirsi ma meno a farsi,  per lasciarlo esprimere senza limiti, perché tutto ruota intorno a un vigneto straordinario e allo stesso tempo molto impegnativo. Tradurre in pratica tali aspetti non è semplice e qui nasce il lavoro umano: sono infatti le mani esperte di chi si dedica ed ama ogni singola pianta e ne conosce l’anima in profondità quelle che fanno la differenza, sia nel lavoro pratico che nelle decisioni da prendere. La conoscenza diventa fondamentale per ottenere un vino che abbia sì grande  personalità, ma la deve raggiungere  senza alcuna forzatura, accompagnato con un’azione il più possibile limitata in cantina per ottenerne l’espressione gusto olfattiva che racconti il percorso svolto: è il destino dei grandi rappresentare in maniera semplice le cose complesse.

MassetoLe persone, il terreno e la vigna, quell’insieme di fattori che si traduce nel “terroir” di francese memoria. Sono gli  elementi determinanti per la riuscita di questo vino che si è imposto a livello internazionale fin da subito e si è saputo poi conservare il successo nel tempo

MassetoMasseto 2018 è un vino che rispecchia perfettamente terroir e annata.

Dopo la stagione siccitosa del 2017, l’inverno 2018 sembrava indicare un ritorno alla normalità, ma una primavera tra le più piovose nella storia di Masseto, con temperature più alte della media, ha portato a una rapida crescita vegetativa con il rischio concreto di insorgenza di malattie. Soltanto il tempismo della squadra di lavoro ha permesso di tenere saldo il controllo delle viti attraverso il diradamento dei tralci e il corretto posizionamento dell’apparato fogliare. Grazie al  buon gioco tra ombra e luce ottenuto, foglie e uve si sono mantenute sane.

Alla vista appare di un rosso rubino concentrato, con bei riflessi porpora. La parte olfattiva si scopre con calma e in successione: prima balsamico, poi  appena mentolato quindi fruttato di mirtilli, ciliegia e lievi speziature di pepe bianco e ginepro. Al gusto si presenta di ritmata avvolgenza con bocca fresca, tesa, dinamica, anche nervosa con gusto appetitoso, vivo, vitale per una lunghezza calibrata e avvincente

MassetoMassetino 2019 nasce dalla selezione realizzata per Masseto, fratello maggiore con il quale condivide l’identità di base.

Il Massetino 2019 mostra le caratteristiche tipiche di un’annata caratterizzata da un clima molto variabile, che ha alternato periodi di freddo e pioggia a lunghi periodi di siccità e calore. Lo sviluppo vegetativo è avvenuto in ritardo ma è stato seguito da un’estate calda e soleggiata senza pioggia. Le precipitazioni di fine estate hanno permesso una vendemmia del merlot a inizio settembre e del cabernet franc a inizio ottobre, con un finale stagione che ha creato le condizioni ideali per la maturazione.

Bel concentrato di colore rubino,non troppo potente, con riflessi porpora di bella luminosità . Al naso è fresco  come primo impatto, con note di susina rossa,  ribes ciliegia, poi mentuccia e timo come erbe aromatiche. L’attacco in bocca è elegante, succoso, veritiero, con  tannino cremoso,  bel nerbo acido con finale in giusta progressione, lungo e caldo 93

 

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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