fbpx

Vino Novello: ricordi del tempo che fu

0

Una volta il vino Novello era l’attesa di novembre, il gioco dell’autunno, la festa del giorno di pioggia. Era il vino non vino, che meritava addirittura una fiera a Vicenza, con la stappatura a mezzanotte, un tripudio di sorrisi felici, quando l’ottimismo allargava i cuori e lo spirito: Improvvisamente tutta la nazione si era scoperta produttrice di Novello, bianco rosso e rosato, una boccata di ossigeno per i produttori, che trovavano così il modo di rientrare delle spese a pochi mesi dalla vendemmia. Si faceva a gara per uscire prima, disciplinari di produzione che imponevano date precise e chi tentava lo sgamotto, non chiamandolo Novello, non aderendo al disciplinare e bruciando sul tempo molti, arrivando sul mercato ad ottobre. E poi? Il castello si sgretola, sembra di vedere cosa successo con la carne di struzzo, che prima invade gli scaffali dei supermercati ed oggi può diventare protagonista della trasmissione “Chi l’ha visto?”. Dai 17  milioni di bottiglie prodotte dieci anni fa siamo scesi a 2 milioni, entità ragguardevole, certo, ma che dimostra come sia cambiato il gusto dei consumatori: meno lustrini e paillettes e più sostanza, meno vacuità e più concretezza. Un vino che non si può conservare a lungo, che ha una scadenza dichiarata all’origine, che lascia l’emozione di un momento ma che non riscalda troppo i cuori, A volte è anche giusto che le storie finiscano, non sempre si deve continuare inutilmente

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Leave A Reply