Vi ricordate la gassosa?

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Zitta, zitta, quatta, quatta, la gassosa e’ tornata a fare il suo ingresso, forse poco trionfale, comunque meritato, nelle bibite più gradite dell’estate. Apprezzata fin dal secolo scorso, quale antesignana dell’acqua gassata, veniva identificata quale classica bevanda femminile da sorbire negli afosi pomeriggi estivi. I bambini, da sempre avidi consumatori, la pretendevano anche a tavola, anche se non tutti se lo potevano permettere. I più ricchi, crudeli come solo i piccoli lo possono essere, portavano agli amici le biglie di vetro, che una volta servivano a tappare le bottigliette, per dimostrare la loro possibilità di consumo. Con il crescere della disponibilità economica, la gazzosa ( si può chiamare anche così!) e’ stata sempre più ritenuta una bevanda di serie B. Gazzoa galli

Il maschio doveva bere alcolico e rimane famoso il detto “Donne e champagne” contrapposto ad uno più ruspante con la  gassosa protagonista, per far capire come quali bevande potevano essere importanti nella nobile arte della seduzione. Ci sono voluti gli americani, tanto per cambiare, per farci  scoprire quanto già avevamo in casa. Tutto il tam-tam pubblicitario creato per far uscire in Italia le varie 7-up” o “Sprite”, ha mascherato alla perfezione il fatto che, quello che era proposto, non era altro che una versione riveduta e corretta, della  candida gassosa. Ma gli italiani sono comunque un popolo previdente e, considerando la differenza di prezzo tra le due bevande, hanno pensato bene di tornare al passato ed ecco che, finalmente le bottigliette bianche hanno fatto il loro ritorno sugli scaffali.

Tornata anche di gran moda la gassosa al caffè, di origine calabrese, un gusto intrigante: niente a che vedere con le aromatizzazioni fasulle!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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