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Ventuno Bistrot a Firenze

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Nella vita in tutti i settori, lavorativi e non, esistono delle regole da rispettare: servono per poter portare avanti qualunque progetto, anche il più estroso e creativo. Figuriamoci in cucina, dove il servizio per regole è uno degli argomenti da studiare già alla scuola alberghiera. A parte le regole costituite, ci sono poi quelle che uno si può assegnare da solo: è il caso di Simone Gori, giovane e talentuoso cuoco, pratese di origine, che decide di iniziare la sua avventura in solitario proprio a Firenze e in un posto  non dei facili da raggiungere, almeno per il fiorentino medio, in una traversa di via Pistoiese all’incrocio con via Baracca, nomi di strade che tendenzialmente incutono timore a chi abita in centro città. La sua regola è quella del 21: il locale si trova al numero 21, il menu viene cambiato il 21 del mese, se arrivate alle 21 la sera o alle 12 a pranzo (canone inverso, come vedete…) è più contento, ed anche la nuova saletta ha dodici posti a disposizione. Le pietanze proposte  escluse il dolce sono 12, ma non è detto che a breve decida di arrivare a ventuno.

Terrina di coniglioPer tranquillizzare i più riottosi, una volta entrati nella strada, sembra un altro mondo: case basse, giardinetti, un parcheggio che con un po’ di buona volontà non è difficile da trovare. E poi, una volta entrati, quelle scale che portano al piano superiore che fanno tanto casa borghese di fine ottocento, al momento non ancora percorribili: lo saranno con la creazione di una nuova sala, appositamente creata per ospitare eventi. Si percorre un corridoio stretto, una volta entrati, mentre alla destra si apre una mini sala con tre tavoli tondi e poi, nella sala principale, il banco del bar sempre sulla destra. Legno a terra, runner di colore grigio sulla tavola, un’ambientazione calda e di atmosfera. E’ Simone che si occupa dell’accoglienza e del servizio, lasciando in cucina i compagni di percorso incontrati durante un viaggio lavorativo abbastanza inusuale: scuola alberghiera a Montecatini, poi pratica in ristoranti dove i numeri erano alti, cucina toscana da tradizione, infine l’illuminazione sulla via di Damasco: lascia tutto, va in Alto Adige, ristorante dell’hotel La Perla, scopre un altro mondo. Si immerge a capofitto in una vita fatta di cucina, e poi cucina ed anche cucina, ma poi decide di tornare a casa per rilevare una pizzeria, che trasforma nello scorso settembre. Si parte senza stuzzichino: arriva con il pane a tavola fatto in casa, con burro al wasabi di accompagnamento goloso, e poi la scelta iniziale: avvincente la lingua alla piastra con maionese al wasabi(si, ok lo avete capito qui il wasabi piace…) e ravanelli, un sapore deciso e ricco, ben contrastato. Non fatevi sviare dal nome terrina di coniglio, che viene servita calda, immersa in una spuma avvolgente di rosso di Pienza e tartufo nero a fette : inconsueta ma valida. Può mettere paura il risotto con patate e porri, due amidi a confronto, ma in realtà si sposano bene, con il calamaro scottato che ricopre il ruolo da protagonista. Come secondo, le costine di maiale, ovvero rosticciana, cotte a bassa temperatura, poi laccate, accompagnate da patata al cartoccio e yogurt , sono quel piatto da ghiotti mangiatori con le mani. I dolci: 4 , adatti a chi ama il finale corposo e potente come nel caso del gianduia e mascarpone. La carta dei vini è giustamente limitata, e potrebbe diventare avvincente con l’aggiunta di piccoli produttori sconosciuti: oggi è corretta, con etichette sicure ma un po’ scontate. Uscendo ci si ricorda dove siamo e la felicità e notevole, nel capire come il luogo ci ha fatto staccare dalla quotidiana realtà. Antipasti 10 13 euro, primi piatti 13 15, secondi 16 18, pane e coperto 3 euro

Ventuno Bistrot

Via de’Vespucci, 21 Firenze

Tel. +393317873568

Chiuso il martedì e il sabato a pranzo

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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