Una moratoria sulla torta di spinaci e ricotta

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Non posso dire che sia cattiva, la torta salata di ricotta e spinaci, non lo dico: però è sfiancante. Ora che inizieranno le cene tra amici semi estive(ovvero prima dell’estate), in preparazione per un luglio che si preannuncia carico di riunioni culinarie anticipanti le ferie ed un settembre altrettanto colmo di cene di ritrovo post vacanze, un moloch si aggira imperterrito su tutte le tavole: questa torta salata, che facilita il compito di chi vuol fare un piatto semplice, facilmente trasportabile, sicuro del successo, economico. Ed in effetti è così: pensate a chi va a fare la spesa al supermercato e si trova la pasta brisée già pronta e stesa, gli spinaci surgelati lessati e tritati, il formaggio già grattugiato, la ricotta, le uova, la noce moscata già grattata: occorre altro? NO! Basta e avanza, e fa capire come in questo caso si minimizza lo sforza per avere un grande risultato. Ebbene sì, non servirebbe a niente fare da soli la pasta con il burro di Normandia, e la farina del Molino più intrigante, lavare gli spinaci una foglia per volta, selezione il Parmigiano Reggiano Vacche Rosse di 72 mesi, circuire il pastore per farsi portare la ricotta fresca..non sarebbe percepita la differenza. La torta salata ha un suo perché anche se preparata con la pasta sfoglia, rigorosamente surgelata, che lascia bagnato il fondo, che anche se immangiabile viene deglutito. E poi diventa la fiera dei complimenti elargiti senza ritegno: quasi sempre, chissà perché, la mano che la prepara è femminile e le amiche sono a chiedere consigli su come prepararla così buona (ahimé…..). Gli uomini non fanno testo, incamerano senza nemmeno pensare a quello che stanno facendo, ingurgitano così senza un perché..saranno questi i reconditi motivi che decretano ancora l’esistenza di tale torta salata? Ridatemi una vera Quiche Lorraine!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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