Pasta Artigianale Morelli

Una cena particolare

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Quando lui tornò in camera, dopo la doccia, lei lo guardò con aria interrogativa: “Hai deciso cosa metterti stasera?”: “Certo, ecco qua!” mostrando gli ultimi acquisti, di stile casual ma adatti anche a contesti più formali. Le bastò continuare a guardarlo, lui si ritirò in buon ordine, andò nell’armadio e scelse un vestito più consono, scelse anche la cravatta e le scarpe di cuoio invece delle Converse. Lei si stava truccando, operazione che le piaceva ma le metteva sempre un minimo di ansia, non tutti i giorni si impegnava allo stesso modo. Il vestito, lei,  lo aveva scelto da un bel pezzo, insieme alle calze era steso sul letto: era stato più difficile trovare le scarpe giuste ma alla fine ci era riuscita e si sentiva pronta per l’evento, ovvero la cena tanto attesa. Si trovarono pronti nello stesso tempo, nel salotto come punto di rtirovo,  e si guardarono sorridendo: senza falsa modestia, erano proprio belli e stavano bene così combinati, proprio assortiti bene come coppia. Uscirono, lei gli mise la mano sottobraccio e scesero le scale: finalmente li attendeva la serata particolare alla quale andavano incontro felici. Montarono in macchina per dirigersi al ristorante, lontano un’ora da casa, ma questo a loro piaceva, avevano così tutto il tempo di parlare dei progetti futuri: questa volta era il viaggio a San Francisco che li stava entusiasmando, abbinavano due passioni come il vino e l’arte contemporanea. Arrivarono al ristorante non troppo tardi, avevano perso l’abitudine di mangiare a sera inoltrata, era diventata la cena un evento da godere da capo a piedi, come andare a teatro. Era bello vedere la sala non troppo piena, confrontarsi sui piatti che mangiavano,  quasi rubandoseli l’uno dall’altra. Le mani le usavano, eccome, per prendere il cibo, incuranti dei benpensanti seduti ai tavoli vicini, non arrivavano ad imboccarsi, pratica seguita in momenti di maggiore intimità. Oggi era il turno dei cappelletti asciutti, che tuffavano nella salsa al taleggio, per poi addentarli con voluttà. Il vino li accompagnava gradualmente, lei ridendo gli strappava il bicchiere dalla mano quando si accorgeva che stava esagerando, per poi berselo lei stessa. Erano complici senza ritegno, ma veniva loro naturale, non erano sguaiati, solo che si concentravano unicamente su di loro, il mondo accanto scorreva placido. Nel viaggio di ritorno, continuarono a parlare di altri progetti, questa volta era la mostra fotografica di lui, ma anche il nuovo lavoro di lei, che la entusiasmava e preoccupava allo stesso tempo, impegnativo d’accordo “ma una bella occasione da sfruttare” gli ripeteva lui tranquillizzandola, e su questo lei ci contava molto. Una volta arrivati in casa, lui stappò la bottiglia di whisky e si sedettero sul divano, per fumare una sigaretta e fermare un attimo i pensieri. “Vado io in bagno” annunciò lei, sapendo che la sosta sarebbe stata breve ma efficace. Uscì in sottoveste, lui era già pronto, con il cappotto e la valigia, si guardarono a lungo e toccò a lui parlare: “E’ stato davvero bello crederci fino in fondo”. “Beh siamo stati come quelli del Titanic, fino all’ultimo abbiamo continuato a ballare e divertirsi” Aprì la porta, prese le scale per un nuovo viaggio, questa volta della vita.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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