Un orto a Prato

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Una piacevole sorpresa nel cuore della città

Capita di trovarsi a Prato alla fine di una di quelle prime mattinate di caldo tanto aspettato quanto possente. Capita di trovare chiusa l’osteria decantata dalla guida di riferimento (avrò letto male io, avrà sbagliato la guida che qualche erroruccio lo veicola?). E allora che fare? Lasciamo prevalere l’istinto, il colpo d’occhio e la simpatia per il nome e ci fermiamo dall’Orto di Nenè, in via di Santa Trinita, a metà strada tra l’omonima storica porta e la piazza del Comune, dove poche ore prima si era consumata la festa per la rielezione di Biffoni, sindaco uscente. Pochi tavoli sotto gli ombrelloni da una parte della strada, di fronte il piccolo sporto rallegrato da cassette colorate di verdura e di frutta, segno che una volta di un ortolano vero doveva trattarsi. E in parte lo è ancora, offrendo la possibilità di scegliere e acquistare quanto la stagione consente. Ce lo conferma il patron che serve ai tavoli, una bella faccia con folta barba e baffi bianchi e rughe artistiche, una voce profonda da tante sigarette, una pacata gentilezza nel raccontare il menu, scritto comunque anche sulla lavagna che staziona tra i tavoli; propone, quel giorno, trofie con dadolata di zucchine e briciole di feta; cous cous profumato al curry con ratatouille di verdure al forno; shirataki con verdure; croque madame classico o veg con verdure del giorno; crispy salmon (base croccante di mais, insalata, salmone, avocado, ravanelli e cipollina fresca); avocado toast con salmone o pomodorini, burrata, olive e capperi; insalata di pollo alla senape con verdure, dressing di yogurt e panure croccante; insalata greca con anguria, cetriolo, feta e tzatziky; veg burger con verdure grigliate, hummus e pomodori secchi. E i dolci, rigorosamente homemade: crêpes con mele cotte e crema pasticciera; tortino di mele e crema calda; torta al cioccolato con arancia amara; crêpes con cioccolata e pere; yogurt greco con composte di frutta anch’esse fatte in casa. Bello, no? Basta leggerlo per sentire meno caldo e per capire che fantasia, creatività e porzioni di ingegno non mancano di certo, perché quasi ogni giorno c’è qualche piatto nuovo (aggiornatissimo il profilo FB) e soprattutto perché all’interno la cucina ci è sembrata minuscola e senza fuochi: è il regno incontrastato di una domina, anch’essa bella e austera che fa miracoli e equilibrismi culinari e ogni tanto esce dal suo territorio di elezione per portare qualche piatto agli avventori,  attraversando la sala che ospita pochi altri tavoli. È lei forse la Nenè dell’insegna? O il nome è un omaggio al giocatore del Cagliari scudettato dei tempi di Giggirriva? Reminiscenze preistoriche calcistiche a parte, le trofie con dadolata di zucchine e briciole di feta sono davvero ottime: gusto fresco, sapori estivi molto distinguibili e equilibrati, quantità da appetito robusto. La fretta porta direttamente alla frutta, con golose ciliegie ferrovia, accompagnate da cortese spiegazione sull’origine della denominazione delle stesse: pare che Il primo albero nacque un’ottantina di anni fa nei pressi della ferrovia di Sammichele di Bari da un nòcciolo sputato da un passeggero dal finestrino del treno. Di gran qualità il caffè, servito con dolcificanti e zuccheri di diversi tipi, tra cui il non comune muscovado o moscobado. Conto, per finire, corretto; e sorretto da sensazioni di una gestione attenta, curata, figlia soprattutto del buon gusto: nella scelta del format, dei piatti, degli arredi.

L’Orto di Nenè  

Aperto a pranzo, d’estate anche il giovedì e il venerdì sera. Info https://www.facebook.com/lortodinene/

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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