Pasta Artigianale Morelli

Un nuovo lavoro

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Camminare era diventato il suo modo di esistere: una decisione presa all’improvviso , di notte, nella sua città, all’uscita di una pizzeria che lo aveva accolto, con gli amici, fino a tarda notte. Gli altri volevano proseguire fino al mattino, prima nel pub frequentato da metallari in cerca di donne da usare, poi tirando tardi per fare colazione a piedi. A più di quarant’anni si era anche stancato di questa situazione, e fu d’ impeto che decise di tornare a casa, attraversando tutti i quartieri di una città dormiente. Sopportò la pioggia e il freddo, la frustrazione di non trovare un taxi, ma soprattutto si trovò rasserenato al rientro, in un momento nel quale era a terra come una pelle d’orso sul pavimento. SI ricordò di come, ancora fradicio, si preparò il tè che corresse con una generosa dose di rhum, per poi infilarsi sotto la doccia dove si spogliò gradualmente. Era un gioco che facevano insieme, e lo pensò come  un rito da ripetere da solo per sancire una conclusione di una storia lunga dieci anni, bella ma impossibile. Aveva cominciato così una nuova vita, dove aveva lasciato la mente più aperta a stimoli di vario tipo. Il mattino iniziava alle tre e mezzo, e la bevanda iniziale era acqua calda con foglie di menta, scorza di lime, succo di cedro , poi si prendeva i suoi tempi per vestirsi: mai in tuta da ginnastica, che odiava, e che le ricordava lei quando andava a correre con la bandana per i capelli,  che andavano altrimenti fuori controllo. Poi alle quattro iniziava un percorso, sempre diverso: quando pioveva, prendeva l’auto, si spostava magari in un punto lontano per esplorare nuove strade. Amava da morire gli incontri del  mattino, di persone diverse dal normale: erano quasi sempre pensionati, i giovani erano ossessionati dal ritorno e della forma fisica, correvano come forsennati nelle tute giallo elettrico, le cuffiette per al musica, lo sguardo perso. Invece lui osservava con piacere i personaggi più strampalati: le prostitute che tornavano a dormire, il signore che fumava la pipa portando fuori il cane,, la signora che amava conversare con il fornaio. Guardare gli altri lo aveva salvato da un abisso nel quale stava precipitando, gli “altri” erano sempre importanti per lui, da ascoltare  non per curiosità ma per vivo interesse. Aveva convinto il proprietario di un bar a fare colazione con lui, e quindi, rientrava verso le sei e lo trovava ad aspettarlo. SI erano divertiti ad uscire dagli schemi, mangiando le cose più impensate: passavano dalla carbonara alle aringhe sottolio, non disprezzando una tartare o il fritto di pesce. Era stato un modo di ritrovare il piacere della tavola, una volta che lei non c’era più per condividerla. Non rientrava mai per andare a letto, ritrovava invece adrenalina sufficiente per affrontare la giornata. Non era un lavoro comune il suo, doveva andare ad aprire il negozio alle dieci, di fatto aveva spesso già trascorso i momenti migliori della giornata. Continuava a circolare a piedi, non c’era mai la folla ad attenderlo quando doveva alzare la serranda. Rifletteva fra se’ che in fondo era stato fortunato a trovare comunque un lavoro dopo averlo perso, e si era adattato alla nuova professione, preparandosi e documentandosi a fondo. Entrò come sempre, accese le luci e cominciò a mettere a posto le manette, le fruste, i vibratori: un sexy shop aveva le stesse regole di vendita di un negozio normale. Certo che quella mattina non si aspettava di trovare proprio lei come prima cliente….

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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