Uccidiamo la burocrazia prima che lo faccia lei con noi

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Potrebbe essere l’occasione per dare una spallata memorabile al male  che affligge da secoli l’Italia, ma la burocrazia,che il dizionario definisce: ” in senso astratto, il dominio o l’eccessivo potere della pubblica amministrazione, con l’improduttiva pedanteria delle consuetudini, delle forme, delle gerarchie”,  ancora una volta, prenderà il sopravvento. Quando uno pensa alle sabbie mobili, alla melma che impedisce di capire come procedere, con qualunque movimento fatto che porta ad una fase di stallo, se non addirittura a tornare indietro, avrà un’idea di quello che succede ad un imprenditore che deve avere a che fare con lo Stato italiano. Nel settore turistico ancora di più. Nell’emergenza che stiamo vivendo oggi , questo traspare in maniera evidente: provvedimenti emanati con norme incomprensibili, che si rifanno ad altre esistenti, rimpallo di responsabilità, che poi vanno a ricadere sempre sugli imprenditori, costretti sempre a dimostrare tutto per evitare sanzioni: quando oggi l’unica esigenza sarebbe quella di poter mettere in sicurezza tutto e ripartire.spiaggia turismo

Quando si fa l’elenco delle cose necessarie a dare una parvenza di sostegno, bisognerebbe fidarsi degli esperti di settore, ascoltare le esigenze e creare provvedimenti ad hoc. Tutto ciò sembra che accada delegando alle regioni il da farsi. Per quanto riguarda l’indirizzo del Ministro  del Turismo tutto sembra chiaro: se 280 milioni sono destinati alla cultura e 50 al turismo, pare evidente la considerazione nella quale viene tenuto il settore. Queste le richieste fatte dagli albergatori, con tanto di pagina acquistata sul Corriere della Sera:

Destinare parte delle risorse della Cassa Integrazione alle Aziende turistiche che recuperano i livelli occupazionali, facendo lavorare le persone invece che tenerle a casa; lo stanno facendo in Germania, Gran Bretagna, Usa con successo. Tenere i lavoratori a casa a non far niente, senza neanche fare formazione è una follia per gli albergatori. Dare un ristoro alle aziende alberghiere obbligate a star chiuse pari al 50% della perdita di fatturato per non portare i libri in Tribunale..Riattivare l’art.8 della legge 388/ 2000 che rilanciò gli investimenti nel Paese destinandola solo al Turismo.

fogli burocraziaConsideriamo anche il fatto che per poter riaprire gli imprenditori sono costretti a spendere soldi per nuovi macchinari ed impianti atti a garantire la salute, ovviamente a loro spese. E mentre si continua a mettere soldi su iniziative di promozione di basso cabotaggio, continuando ad affermare che le vacanze vanno fatte in Italia, senza pensare che se gli italiani andavano all’estero era anche per motivi squisitamente economici, sembra di essere tutti insieme allegramente sul Titanic mentre questo affonda. Non ultimo il fatto che i partiti si assegnano in anticipo il due per mille. Ma una classe dirigente che pensa come soluzione solamente a creare nuove tasse senza tagliare rami secchi e carrozzoni inutili, e non in grado di prendere decisioni forti, cosa potrà fare?

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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