Trattoria Moderna a Firenze, elogio di una fine

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Era tanto che non andavo alla Trattoria Moderna, un locale che non mi aveva mai convinto pienamente, per tante ragioni: discontinuità nell’offerta gastronomica: partito come pizzeria  con forno a legna, ma poi rinnegata a breve tempo dall’apertura. Poche idee ma confuse a livello di servizio, una carta dei vini a volte invitante a volte deludente e poi voci non confermate che la davano per essere trasferita a Fiesole, poi rientrate. Insomma, non il massimo per garantire continuità e sicurezza.

Tortello ripienoPoi la nuova gestione, avvicendamento in cucina con l’arrivo di Silvia Mazzotti e quello in sala di Andrea Iarz: entusiasmo, voglia di fare  con tanti buoni propositi e quindi l’interesse, da parte mia,  di tornare a testare il locale. Già all’arrivo un’atmosfera piacevole, accoglienza con il sorriso, un bicchiere di spumante offerto e poi il menu,  ecco finalmente l’espressione di trattoria moderna: poche voci per ogni portata, piatti riconoscibili ma anche attrattivi, una grafica lineare. Magari gli antipasti sono la parte meno invitante con selezione di salumi e formaggi e poco altro, ma poi, sui primi viene l’acquolina in bocca. Cremoso al punto giusto il risotto alle nocciole, petto di piccione glassato e olio al prezzemolo, goloso e opulento  il raviolo alla fornarina con uovo bio, funghi di stagione e Parmigiano di vacche rosse, un omaggio a Valentino Marcattili, storico chef del San Domenico di Imola. Intrigante e di buona succosità il Cip Ciop sull’aia, galletto nostrano con fondo alla paprica dolce, patate al forno e senape, apprezzabile nella sua semplicità il branzino con verdure grigliate e maionese fatta in casa.Galletto arrostito

Tutti piatti che hanno come logica la piacevolezza unita alla semplicità, che non devono essere “spiegati” ma immediatamente godibili. Anche la carta dei dolci ha un buon potere per incuriosire, con i classici tirami su e crème brûlée, ma anche un dolce agli agrumi di rara freschezza e intensità.  La carta dei vini, curata da Andrea è bilanciata, non immensa. ma con le etichette adatte a tutti i gusti. Servizio affabile, gentile e accurato.

Purtroppo però ha chiuso e tutto dovrebbe essere ristrutturato in camere o appartamenti. Peccato!

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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