Trattoria Graziella a Fiesole

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il luogo preciso, in realtà, sono le cave di Maiano, dove sembra venisse Leonardo da Vinci a prendersi il materiale per le statue. Oggi è un posto adatto per chi si vuole allontanare dalla città pur rimanendo nelle vicinanze: sono molto invidiati gli abitanti del borgo, anche se in estate si affolla di persone che vanno a prendere il fresco, nel circolo della piazzetta o nel locale che apre solo in stagione. La trattoria ha avuto una certa nomea per la cucina sarda, della quale rimane oggi solo il maialino fatto su ordinazione e la carta musica che accompagna le portate. L’ambiente è semplice, una sola grande sala, con le bottiglie(anche d’epoca!) alle pareti, la televisione accesa all’ora di pranzo, il banco con la vetrina frigorifero all’ingresso. Il titolare è persona affabile e gentile: si può partire con il classico antipasto toscano che, per una persona, risulta piuttosto abbondante, con il prosciutto quale miglior affettato. I tortelli di patate al ragù sono gradevoli, di buon sapore, le scaloppine al limone anche con troppa salsa, goloso e saporito il fritto misto di verdure. Dolci classici della tradizione. Carta dei vini inesistente, qualche etichetta presente, a prezzi bassi come il conto che non pesa troppo sulle tasche. Tre portate per 23-25 euro senza vino, con un servizio molto rilassato ma adeguato al luogo. In estate si mangia anche nel dehors esterno

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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