Trattoria Dino a Scandicci

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CI vuole tanta buona volontà per arrivarci la sera, magari in una serata di nebbia e di pioggia, tanto per complicare le cose, ma se vi fermate a pranzo, i problemi sono meno sentiti. E poi, se esiste da 110 anni, un motivo ci sarà: Dino è stato il fondatore ma oggi c’è Paolo Raveggi, il pronipote che ha portato avanti l’opera insieme alla sorella: lui in cucina e lei in sala, con la giusta suddivisione dei compiti. Immaginatevi la trattoria del passato, all’ingresso e la trovate qui: banco di alimentari, insegne alle pareti che sembrano uscite da un film degli anni Cinquanta del Neorealismo italiano, grande sala con tavoli ravvicinati e poi le camere, costruite da poco, che be fanno una locanda moderna. Se amate la griglia, ordinate la bistecca o le braciole di maiale, la rosticciana le salsicce, perchè si utilizza ancora il carbone Altrimenti gli arrosti, come l’agnello che vengono cotti nel forno vecchio stile, non quelli ventilati che tendono ad asciugare troppo le carni. In stagione  porcini sono perfetti se fritti o alla griglia, altrimenti provate le pappardelle con la lepre, la minestra in brodo( i taglierini) con “le cicche” ovvero fegatini d pollo cotti nel brodo. Divertente pensare che certe specialità abbiano solo cadenza settimanale: giovedì…trippa(pensavate gnocchi lo so..), venerdì baccalà, e poi ancora il peposo ogni tanto. La carta dei vini ed il menu esistono ma chiedeteli perchè l’abitudine è quella di recitare tutto a voce. Comunque, solo vini toscani e quasi esclusivamente locali, con quello della casa spendete poco e non state maleServizio familiare e caldo. Sui 30 euro(escluso la bistecca..).

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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