Trattoria cinese ChongQing YinXiang ChuanWei XiaoGuan a Firenze

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A volte penso a certi colleghi critici, che prima di mangiare un panino con il lampredotto hanno aspettato che diventasse di moda, o Melone amaroa quelli che se il ristorante non è sufficientemente fighetto, magari ben sostenuto da un ufficio PR, nemmeno ci entrano, perché non è all’altezza. Poi ci sono quelli curiosi, con i quali è utile confrontarsi , come in tutte le categorie. Pieno centro a Firenze, zona mercato San Lorenzo, durante una conversazione un amico negoziante,  mi racconta di una trattoria dove vede entrare solo cinesi, in via Sant’Antonino. Prendo la notizia, ci passo davanti, leggo il  menu e l’occhio mi cade su piatti mai letti prima: orecchio di maiale, trippa di maiale, cuore di vitello e poi via andare…capisco che è il posto giusto per me. Arruolo Teseo, mio ex allievo ma soprattutto un grande creativo, curioso e sufficientemente folle ed andiamo. Il ristorante è pieno a pranzo, nessun occidentale seduto, ci accomodiamo ad un tavolino e notiamo come non ci siano posate, solo bacchette. Ambiente piccolo, forse nel passato ha ospitato altri tipi di locali: mi sembra di ricordare una trattoria finta tipica, con tante di tovaglie a quadri bianchi e rossi. Solo il responsabile di sala parla italiano in maniera comprensibile: arriva il menu con foto, i peperoncini stanno ad indicare i livelli di piccantezza. Guardo Teseo e gli dico cosa voglio ordinare, rimane un attimo interdetto, ma oramai siamo sul pezzo e non possiamo mollare. Via dunque a orecchi di maiale, trippaIMG_2241 di maiale, cuore di vitello, intestini di vitello saltati con peperoncini, grado tre di piccante, il massimo previsto, melone amaro, due IMG_2240ciotole di riso. Volendo ci sono anche alcuni piatti comuni, dagli involtini primavera al maiale in agrodolce, passando per la zuppa agro piccante. Ma per gli amanti del genere splatter, non può mancare l’assaggio della zampa, purtroppo assente durante la visita, o quella dei rognoncini.  Una prova notevole, indubbiamente ho esagerato, potrebbe convenire andare ogni volta ad ordinare un solo piatto di interiora e poi accontentarsi di qualcosa di più comune, ma…altrimenti che critico sarei? Saltiamo dolce e caffè, ci beviamo birra cinese e tè verde. Usciamo sapendo di aver fatto un’esperienza valida, ma mi rimane quella voglia di zampa..In due abbiamo speso 41 euro, mangiando cinque piatti, in porzioni ultraabbondanti, quindi si sta tranquilli con 10 euro a testa, senza voler bere vino. Uscendo notiamo una coppia di donne, madre e figlia, intente a mangiare e poi chiediamo se gli italiani la frequentano..”la sera dopo le 2030″ è la risposta. Tra poco prevista un’apertura a Roma Via Sant’Antonino 34/R Tel.055290010 Firenze

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. hahaha grande alla fine ci finiscono tutti in questo posto centopercento cinese, anche i critici..! anch’io e una ragazza siamo andati con la stessa imbeccata un annetto fa, non aveva ancora l’insegna. Oddio la triade! oltre alla piccantezza e al mix di spezie che davvero sale alla testa una cosa che resta impressa è il pavimento che più sudicio non si può, ma loro non se ne curano. In fondo si mangia sul tavolo.. e poi il proprietario mi spiegava il nome che voleva dargli, “Impressioni di Chongquing” il luogo da cui viene e dove è tipico mangiare interiora e peperoncino, a tutto foho! anche se non si può tradurre un nome che in cinese forse suona meglio, rimane molto suggestivo.”Ispirazione Cinese”

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