Tolaini cambia passo

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di Sabrina Somigli

Era il 1998 quando Pierluigi Tolaini acquista la tenuta di Vallenuova a Pievasciata. Il passo era quello sicuro e deciso dell’uomo che si è fatto da solo e che torna nella terra natìa per far fede alla sua promessa: tornare in Toscana e fare un grande vino. Il passo di uno scarpone sicuro su quella terra, ma che non rinuncia a seguire la moda, mi immagino una sorta di Timberland scamosciato, espressione di un’epoca e simbolo della moda anni 90.
Emigrato a soli 19 anni da Castelnuovo Garfagnana fino in Canada, per fuggire alla povertà del dopoguerra, nel cammino a piedi fino a Lucca, durante la notte si ripromette di tornare un giorno in Italia per fareil suo vino, un grande vino. Altre tre promesse a monte,necessarie e di per se sufficienti al progetto: non essere mai più povero, non mangiare più polenta di castagne e non bere più del vino cattivo.
Mantenute tutte: Pierluigi gestisce una società di trasporti di cibi freschi e congelati tra le più importanti del Canada, con un fatturato di alcune centinaia di milioni di dollari all’anno. Insomma non essere povero è la condizione necessaria per acquistare una tenuta di 50 ettari nel cuore del Chianti, dopo aver “consumato una Ferrari” , come racconta scherzosamente Pierluigi, alla ricerca di un luogo perfetto.
Non bere più vino cattivo è invece condizione sufficiente, benché appassionarsi alla Francia e ai grandi vini di Bordeaux, cosa che ha fatto Pierluigi non sia strettamente necessaria. È comunque una buona cosa, se si fosse appassionato al pinotage poteva non sortire gli stessi effetti! Nella tenuta di Pievasciata si avvale della consulenza enologica di Michel Rolland e realizza vigneti ad alta densità (fino a 11.00 ceppi/ha), con viti basse, prediligendo le varietà bordolesi: cabernet, merlot e un po di petit verdot che non guasta mai.
Mentre sulla pattona, non saprei dirvi come è andata, se ha abolito del tutto le castagne dalla dieta o se forse i marron glacées se li concede. Era una domanda fondamentale da porre a Lia Tolaini in quel bel pomeriggio a Villa Cora, seduti attorno al tavolo ad ascoltare i racconti divertenti su suo padre e i nuovi progetti dell’azienda. Chissà perché non mi è venuta.
Ora che l’azienda è gestita completamente da Lia, “anche se Pierluigi dirà sempre di no, che non è affatto così”, ammette scherzosamente Lia, Tolaini cambia passo.
Ora il passo è quello di un bel tacco mai eccessivo, moderato, che ha la funzione di ingentilire e donare grazia. Passo cadenzato, di chi sa muoversi su una scarpa meno modaiola ma sicuramente elegante, in pratica un intramontabile decolleté nero.
E con Lia alla redini dell’azienda avanti tutta con il Sangiovese, avanti con la botte grande e un progetto di inserire anche della terracotta nella vinificazione del sangiovese. Meno Francia e più Toscana, a partire dallo staff: Luca d’Attoma approda nel Chianti Classico, accolto calorosamente benché mugellano DOC, nato a Borgo San Lorenzo, vissuto tra Scarperia e Vicchio, ed ora residente in provincia di Pisa..,nessuno è perfetto :-). Viene affiancato nella direzione aziendale da Alberto Fusi, senese doc.
Meno Francia anche in vigna, dove si espianta petit verdot in favore di nuovi ceppi di sangiovese. Giuro non è uno scherzo!
“Guarda che se non lo vendi lo bevi tutto te!” era il monito di Pierluigi a Lia, quando nel 2006 usci la prima riserva di Chianti Classico. Ora invece pare essersi ricreduto, e vorrebbe fare tutto sangiovese.
Come dargli torto, nel Vallenuova e nella Gran Selezione si respira già una presenza femminile, fine e composta . Un Chianti Classico che non racconta il territorio col Bruscello in ottava rima incatenata, ma lo fa con accento italo canadese, a tratti buffo, ma sicuramente intrigante.

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Circa l'autore

Riguardo a Sabrina.Somigli Microbiologa poi sommelier, ristoratrice e food blogger. Cercatrice di erbe spontanee e appassionata di somme matematiche: quelle tra farina più acqua uguale mille pani diversi. Chiantigiana della Rufina, concentrata nelle dimensioni, in pratica un caratello di vin santo; dolce o secco a seconda dell' annata, dell'oroscopo e dell'umore.

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