Thanksgiving Day, l’altro tacchino

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Non lo faranno gli italiani, ma coloro che frequentano famiglie americane stasera si troveranno a tavola secondo tradizione, mangiando il tacchino arrosto. Questo piatto è stato mutuato, in Europa, per il pranzo di Natale, che negli anni Settanta diventò di moda servire, al posto di capponi e cotechini. Il problema fatidico arriva nel dopo pasto, quando la carne avanzata diventa un problema non indifferente da smaltire, se non si è dotati di fantasia e voglia di trovare buone soluzioni in cucina. Quindi, soddisfatte le voglie rituali della sera, da domani la carne di tacchino può diventare un ottimo ripieno di ravioli, se tritata e mescolata a ricotta e mascarpone. Oppure, può costituire la base di polpette profumate, se miscelate a patate lessate, con l’aggiunta di basilico e scorza di limone grattugiata. Non male l’idea di farne un ripieno per cannelloni, se il tacchino viene cotto con funghi e poi unito alla burrata. Da freddo, il petto di tacchino diventa un’insalata da servire con semi di melograno, nocciole tostate e valeriana, o un piatto goloso da abbinare con maionese all’arancia o al mandarino. I filettini di tacchino possono essere da impanare, magari in una granetta di mandorle, e poi fritti. Volendo provare con gusti confortanti, interessante una vellutata con la carne di tacchino passata all’interno e servita con crostini di pane tostati al burro. Se le idee non vi soddisfano, converrà, per l’anno prossimo, invitare più persone a cena! Credits albatros.volandocontrovento.com

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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