Sul perché le scaloppine sono diventate un piatto italiano presente solo all’estero…o quasi

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Anno 1977, prima superiore, alunno della scuola alberghiera Aurelio Saffi di Firenze. Allora si cucinava tanto, 15 ore la settimana, tanti piatti da eseguire, noti e meno noti,  dopo il primo quadrimestre arriva la lezione sulle scaloppine. Si poteva comprare ancora la carne bianca, il vitello, non come oggi costretti a utilizzare il maiale. Scopro che esiste un mondo legato a quelle fettine di carni sottili e ben battute. Interminabili le versioni proposte, rigorosamente da imparare a memoria e magari esercitarsi a casa per rifarle di nuovo: scaloppine al limone, al vino bianco, al Marsala ( confesso, dovevano essere al Madeira ma ahimé, non lo si comprava), alla svizzera, con emmenthal , si chiamava ancora così all’epoca e filetti di pomodoro, alla pizzaiola, alla milanese…una lunga lista che tutto sommato ci si divertiva anche ad imparare. Il procedimento veloce, ovvero, la carne battuta bene, passata nella farina, quindi messa nella padella con burro spumeggiante, poi una cottura velocissima con il sale. Via il burro in eccesso, dentro l’aggiunta prescelta. Già fatte, velocissime. Uno dei famosi “piatti espresso” di quei ristoranti che distinguevano le pietanze fatte al momento rispetto a quelle già pronte da servire: E oggi? trovare le scaloppine nei menu dei ristoranti è diventata impresa ardua, sono diventate sinonimo di cucina vecchia, datata, quasi casalinga. Eppure, eseguite alla perfezione avrebbero il loro fascino. Basta però muoversi dall’Italia e osservare una qualunque lista di ristorante italiano all’estero e tac! come per incanto, appaiono di nuovo, magari scritte al maschile, i famosi “scaloppini”! Ragioniamo: perché se un pubblico potenziale le desidera, non vengono riproposte? Perché lasciare solo ai mangifici per turisti tale opportunità, magari eseguita male? Togliersi dalla solita scaloppina “orecchia di elefante”, potrebbe essere una bella sfida!

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. Non è un piatto datato, Leonardo, è un piatto casalingo in Italia, troppo casalingo. E’ che sono sparite le trattorie “casalinghe” vere. Qualche trattoria semplice lo propone ancora e sono sicuro che a casa si fa ancora spesso.

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