Spritz di moda ma con il Select?

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E’ sempre piacevole osservare il crescere di un fenomeno sociale, che parte in maniera localizzata per poi diffondersi in modo quasi virale: nel campo del bere questo è accaduto con un aperitivo come lo Spritz, dapprima patrimonio della città di Venezia in particolare, e del Veneto in generale, per poi ampilare la sua portata in tutta la penisola. Fra i motivi del successo,l’essere stato fatto conoscere attraverso la pubblicità di un liquore che fa parte dei componenti di base, ovvero l’Aperol, avere una sapore dolce, che lo rende gradevole ad un pubblico estremamente variegato, essere dissetante e di questi tempi, con l’apericena che è diventata uno dei nuovi modi di stare insieme, permette di consumare un bicchiere di meno senza rimanere strozzati ed infine avere poco alcol, una delle caratteristiche più apprezzate. Nei suoi componenti il ruolo fondamentale lo svolge il prosecco, un vino di versatilità inaudita, l’unica bollicina che si vede servita, in questa situazione con il ghiaccio! A “condire” il vino, oltre al suddetto liquore, nel veneziano si può sentirsi chiedere se l’aggiunta deve essere con il bitter o il Select: chi era costui? In una trasmissione sul vintage avrebbe un posto di riguardo. Ora s è rifatto il look, ma nel 1920 faceva la sua bella figura: liquore agrumato, come recita la descrizione, che viene esaltato dalle scorze di arancia messe nell’aperitivo. Potrebbe essere un test interessante sottoporre agli amici alla prova per sapere cosa gradiscono di più..e soprattutto scoprire cosa mangiare in abbinamento!

Credits www.selectaperitivo.it

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. I miei sono ricordi datati anni 50, lo spritz a Venezia, era inizialmente vino bianco e acqua di seltz, e veniva chiamato “spritz liscio”, l’alternativa (come da lei ricordato) era al bitter od al Select, sempre con una scorzetta di limone. La fettina di arancio con lo zucchero sul bordo del bicchiere, comincia comparire alla fine degli anni 50 con una “correzione” più dolce (forse l’Aperol). Verso il 1955, il Distretto Militare di Venezia fu soppresso e per le visite di leva, si doveva andare a Treviso ed in caso di rinvio, all’ospedale di Padova. Assicuro che in quelle città, in quel tempo lo spritz era pressochè sconosciuto, perchè noi futuri coscritti dovevamo insegnare ai baristi come farlo. La fregatura era che lo facevano pagare come un’aperitivo e non, come a Venezia, poco più di un’ “ombra”. Che la padovana Aperol lo abbia rilanciato a livello nazionale, dopo aver fatto di Padova la capitale dello spritz, è storia abbastanza recente.
    Sul nome, allora si discuteva su due possibilità, una che avesse una denominazione onomatopeica determinata dal rumore emesso dall’acqua di selz; l’altro che fosse di origine austriaca, sia come creazione (allungare il vino con acqua, per reggerlo meglio) che come denominazione: da un etimo tedesco, “spritzen”: spruzzare, allungare.
    Augurandomi di aver ampliato, per conoscenza diretta, le sue informazioni al riguardo, cordialmente la saluto R. Rubini

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