Simone Cipriani, un cuoco e i suoi pensieri

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La vita che improvvisamente si apre e cambia repentinamente, spaventa sempre: nuovi spazi e nuovi tempi a disposizione, tanto più se di mestiere uno fa il cuoco.La professione assorbe totalmente, nessuno escluso, ma c’è chi riesce a staccare e concedersi  una “comfot zone” dove pensare a progetti e cose nuove da fare, che possono vedere il mondo del food in un altro modo. Simone Cipriani è uno di questi: viaggiatore curioso, ideatore di nuovi format ristorativi, come Essenziale, il suo attuale ristorante, e FAC, esempio di trattoria toscana contemporanea, con una proposta alquanto intrigante, ma allo stesso tempo economica e ricca di gusto; progetto al momento sospeso, ma chissà che non riparta . La sua quarantena si svolge in una casa nuova, con nuove persone e quindi un’esperienza di vita molto diversa dal solito.. Due chiacchiere sul futuro si impongono.

@ph Giovanni Rasoti

Simone Cipriani

Simone Cipriani, uomo: come hai vissuto questo momento storico, quale caleidoscopio di emozioni ti ha generato?

Inizialmente è stato tutto molto surreale e forse lo è ancora. Sono stato il primo a creare una campagna “antipanico” perché dalle informazioni che avevamo il problema non sembrava reale. Quando hanno deciso di farci chiudere a orario ridotto mi è cascato il mondo addosso. Eravamo quasi alla fine del saldo dei nostri debiti finalmente e sarebbero partiti i mesi buoni…
L’angoscia ti prende e c’è qualcosa dentro di te, come un’autodifesa, che ti dice che non è reale, che si aggiusterà tutto.
Quando realizzi che devi parlare con i dipendenti, con le banche, con i fornitori, con il proprietario delle mura e sentirti in difetto per qualcosa che non potevi prevedere, che non dipende da te, ma di cui sei responsabile essendo tu il ristoratore…in quel momento è dura.
In questo momento sto vivendo un’altra fase, quella in cui sto cercando di imparare dal momento un insegnamento. So che ci vorrà una forza immane per rialzarsi dopo una caduta del genere, sarà così per tutti, l’unica cosa da fare al momento è cercare di rimanere lucidi e accumulare come si può quell’energia, non ha senso sprecarla adesso per lamentarsi o cercare soluzioni effimere. Ci sarà da combattere e dovremo essere in forma mentale e fisica per farlo quando sarà il momento.

Simone Cipriani, cuoco: illusioni, speranze, futuro del tuo lavoro, cosa vedi in questa professione

Non so cosa aspettarmi e come ho detto non voglio fare il mago cercando di prevedere il futuro, so che sarà necessario un riadattamento della vita, mi piacerebbe che ci fosse una presa di coscienza generale che ci porti a rivedere un po’ di brutte abitudini che avevamo e possibilmente eliminarle. Se devo essere realista mi sembra un  come quando a Dicembre inizi a pensare ai buoni propositi e le intenzioni per l’anno successivo.
La realtà è che spesso poco o niente cambia perché noi ci aspettiamo sempre che sia ciò che abbiamo intorno a cambiare. Se non cambiamo noi stessi sarà esattamente quello che succederà quando festeggeremo il “capodanno” della quarantena.

“Essenziale”: un nome quasi premonitore per il futuro. Come ripartirà il locale?

Essenziale è un nome omen che ci ha sempre accompagnato nelle decisioni. Anche questa volta decideremo ciò che è o non è essenziale in base al momento, alle condizioni economiche generali, a come sarà il mondo e quali saranno le necessità. Noi forniamo un servizio e dobbiamo essere pronti a plasmarsi in base alle esigenze del nostro pubblico, a volte bisogna lasciare da parte l’ego e cercare semplicemente la soluzione migliore per l’azienda. Al momento non so quale sia. Valuterò insieme al mio team quando sarà il momento.
Simone Cipriani
Fuori dalla gastronomia, cosa ti aiuta e ti salva? E cosa ti spaventa

Sono fortunato perché in momento di passaggio della vita, al termine di una relazione mi sono ritrovato a farmi ospitare da alcuni amici. Sto passando la quarantena con loro e questo sta facendo si che lo spirito di squadra faccia passare meglio tutto quanto. Inoltre sto registrando una nuova serie nella cucina di casa per Gambero Rosso avendo la fortuna di avere un videomaker come vicino di casa e l’altro intenditore di vini, sarà pronta a breve!
Cerco di non farmi spaventare dai Tg e dalle notizie. A volte ci riescono e iniziano i pensieri per il dopo…

La lezione che hai imparato in questi giorni

Chiaramente che non si può prevedere niente. Che “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, siamo fragili, la nostra economia è fragile, i nostri sogni sono fragili, è tutto impermanente. Mi piacerebbe esserne più cosciente.

Sei con chi ti può predire il tuo futuro professionale: luoghi e azioni

Il gatto mi ha buttato in terra la sfera di cristallo, mi spiace…tornate tra qualche giorno!

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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