Si chiamano Bond..’Ino Bond

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Alessandro Frassica , nel mondo della gastronomia, è diventato per tutti ‘Ino, dal fortunato nome scelto per la sua bottega di panini a Firenze, a due passi dal Ponte Vecchio, fuori dai flussi turistici più caotici, meta però di appassionati buongustai di tutto il mondo. Come tutti i colleghi, si è trovato a fronteggiare una situazione che non è certo delle più rosee. Ha deciso allora di trovare una soluzione che non fosse quella attuale del delivery.
PaninoLa notizia è di quelle che fanno tremare: chiusura completa di tutte le attività ristorative: come l’hai presa?
Inizialmente con stupore e incredulità, poi ho cominciato a prendere consapevolezza cercando di mantenere calma lucidità e buon senso.
E’ dura stare fermi: quali pensieri salgono in testa?
La mente viaggia molto, pensi a come affrontare il presente innanzitutto, poi inizi a proiettarti al dopo…
L’attesa come risorsa, un lungo periodo di riposo che fa crescere la voglia di lavorare: a cosa hai pensato?
Sicuramente a vari fattori, sia personali che imprenditoriali: avere un’azienda sana, che ha sempre rispettato i propri impegni e non si porta dietro un pregresso in questo momento aiuta molto, così come aver sempre investito sulle persone , sui rapporti, sulle relazioni A livello personale la pratica dello yoga e della meditazione che ormai da anni mi accompagnano, sicuramente in questo momento sono diventati fondamentali.
Guardi al futuro rilanciando una vera scommessa : perché?
Perché  bisogna assolutamente pensare ad andare avanti, chiaramente con priorità  e strategie diverse. La serietà e credibilità che  noi e tantissime altre aziende come la nostra , hanno sempre dimostrato, adesso farà la differenza . Oltre che agli aiuti e supporti che il governo sta mettendo in atto, ciascuno dovrà trovare al suo interno le leve e le soluzioni, ecco l’idea degli ‘Ino-bond, prendendo spunto dai dining bond che stanno iniziando ad emettere negli USA, e adesso anche molti ristoratori italiani stanno prendendo in considerazione.
Panino
Non perdi ironia nemmeno nel nome di questa iniziativa, come lo hai scelto?
Come dico sempre, bisogna fare cose serie, senza prendersi troppo sul serio.
Di cosa si tratta quindi?
Attraverso questa opportunità potrai acquistare  oggi un “buono” del valore ad esempio di 50 euro pagandolo 40, che lo andrai a consumare quando l’attività riaprirà. In questo modo il cliente “scommette” sulla nostra riapertura con un vantaggio economico e noi cerchiamo di venire incontro a due dei grandi problemi che questa chiusura forzata hanno creato ai ristoratori e cioè la mancanza di liquidità ed il rischio di perdita di fidelizzazione dei clienti.
Cosa ti cambierà nel futuro professionale? E come cambierà?
Ci vorrebbe la sfera di cristallo per dirlo, quello che mi auguro è che nella disgrazia si possa utilizzare questo momento come un’opportunità per darsi altre priorità è capire cosa veramente è importante e di cosa invece possiamo tranquillamente fare a meno. Per quanto mi riguarda è un percorso che cerco di fare quotidianamente ormai da tempo…si tratterà di essere bravi le saperlo mettere in pratica. Abbiamo tante idee e non vediamo l’ora di ricominciare.
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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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