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Sedano: 5 modi di cucinarlo per non odiarlo decisamente

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All’apparenza è un ortaggio innocuo che prende posto in cucina, anzi nel frigo, nella cassetta apposita per verdure e frutta, dove poi ritroveremo  l’ultima costola rimasta  risecchita e marcita, per poi abbandonarla al suo destino. Sembra quasi non vivere di vita propria, lo si trova citato, sempre in compagnia di cipolle e carote per brodi e soffritti, che posseggono una nobiità d’uso diversa. Ed il sedano popola gli incubi notturni di chi si mette a dieta dimagrante in maniera drastica, essendo costretto a riempire  il frigorifero di costole bianche, tenute magari nel ghiaccio per lasciarle turgide, da ingollare nei casi di fame acuta: una diga contro la perdita di controllo che porterebbe ad essere peggio di Vin Diesel in “Fast and furious”. Se poi osservate bene i testi sul sedano, tutti a riconoscere indubbie qualità salutistiche, ci fosse una ricetta che vi invita a mangiarlo perché è buono! In Toscana la fanno da padrone i sedani alla pratese, preparazione elaborata e complessa che prevede prima una bollitura, poi una frittura dopo il passaggio nella farina, quindi una cottura in umido, il tutto dopo averli farciti. Buoni anche i rocchini di sedano, sorta di frittelle che poi accompagnano l’anatra cotta  in umido, al pomodoro. Quali operazioni preliminari da consigliare, l’asportazione dei fili e il non gettare le foglie: quest’ultime possono essere impiegate, a parte i brodi e i soffritti, anche come aggiunta finale sopra le pietanze, al posto del prezzemolo, condite come fosse insalata, come letto di cottura al vapore di pesce.  Qui qualche esempio di preparazione, quasi tutti vegetariani e vegani.

1 GRIGLIATO  Conviene scottarlo appena in acqua dopo averlo tagliato a pezzi regolari, di circa 3 cm: dopo si può leggermente appiattire e grigliare facilmente, ungendolo appena, quindi servito con le foglie tritate, condito con olio EVO, sale spezzato, pepe rosa schiacciato, scorza di limone grattugiata.

2 FRITTO Anche in questo caso una scottata non guasta. Per la pastella da utilizzare, meglio la panatura, quindi passaggio in farina, uova, pangrattato misto a nocciole tritate.Non male l’accompagnamento con salsa piccante classica, di pomodoro ristretto e peperoncino.

3 SALTATO Divertitevi a tagliarlo a losanghe, quindi viene saltato in padella con olio EVO, dove è stato soffritto un trito di aglio e prezzemolo tritati finemente, cosparso sul finale con semi di sesamo uvetta messa a bagno nel rum, pinoli tostati in forno.

4 IN UMIDO Trito finissimo di cipolla, carota, prezzemolo e peperoncino in olio EVO, aggiunta di acciuga  e poi il sedano a bastoncini, crudo. Sfumata di vino rosso, quindi pomodoro, cottura prolungata e gran finale con aggiunta di basilico spezzettato e capperi.

5 AL FORNO Tagliato a bastoncini  e cotto in pirofila con vino bianco, alloro, grani di pepe, sale spezzato, chiodi di garofano. Quindi tolto e condito con olio EVO e pomodori secchi a filetti.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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