Se pesciaiola e ortolana diventano insulti

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Cadere nell’insulto volgare e gratuito, in politica, è sempre un errore che si ritorce contro chi lo pronuncia, ancora di più  se proviene da chi non te lo aspetti, ovvero da chi nella vita normale è una persona dotata di buonsenso, cultura e capacità critica.

Gozzini Van STraten PalumboE’ capitato al professor Giovanni Gozzini, dell‘Università di Siena, durante una diretta su Controradio, offendere con parole quali scrofa, ortolana e pesciaiola la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Non ho intenzione di farne una disamina politica, che lascio a coloro che fanno i politologi di professione, piuttosto mettere l’accento sulle parole utilizzate per denigrare l’esponente politica  che è risultata offesa non solo come leader di un partito ma anche come donna

PescivendolaDi sicuro, da quanto accaduto, si evince che il livello di stress attuale fa perdere freni inibitori,  che diventano ancora più molli quando le discussioni non si svolgono più in presa diretta, con le persone presenti fisicamente, ma di fronte ad uno schermo e quindi la mancanza di pathos e di energia determina un allentamento del controllo,  che fa scoperchiare aspetti del subconscio tendenzialmente ben nascosti. Nel caso specifico nel rapporto storico tra destra e sinistra, quello che emerge in questo episodio è un atteggiamento che appare snob anche se non vorrebbe esserlo,  che porta quindi un’immagine dell’intellettuale di sinistra come fosse una persona tesa a a considerare gli altri  in maniera diversa a seconda del lavoro svolto e del livello di cultura raggiunto.

ortolanaMa tornando alle parole, rivolgere ad una donna la parola scrofa è chiaramente offensivo in maniera pesante. Poi perché utilizzare lavori per sminuire l’operato e l’essere di una persona? Che tra l’altro assumono un significato poco elegante se pronunciati al femminile invece che al maschile. Come pesciaiola viene identificata una figura urlante, poco adatta ad entrare in un salotto buono, vistosa negli atteggiamenti per attrarre un pubblico variegato e, diciamolo, inserita in un contesto maleodorante e non adatto all’alta società. E l’ortolana? Forse il suo declamare nel mercato la bella frutta e verdura a disposizione viene considerato poco fine? Il maneggiare spinaci mele, peperoni ed altri ortaggi poco qualificante?

Probabilmente ci sarebbe bisogno di ripensare certe figure nell’immaginario collettivo e ridare loro la giusta considerazione, cercando di capire che il tempo è passato, e che non esistono certo lavori disprezzabili e da utilizzare come offesa. E questo rimanga da lezione a tanti professori di sinistra , troppo spesso ammalati di snobismo elitario, che costringono il presidente della Repubblica a telefonare per solidarietà all’offesa di turni.

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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