Se la carne fa paura

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“Salsiccia”! “Ma cosa dici!” “Trippa e lampredotto!” “Aagh!” “Pancetta, guanciale e lardo” “Vergognati!” . Nelle ultime settimane sta succedendo più o meno questo, basta parlare di carne in pubblico, e ci sono sguardi stupiti più numerosi del solito, con reazioni violente quasi si cominciasse ad offendere qualcuno. Dopo le rivelazioni dell’OMS, sulle possibilità cancerogene della carne di maiale insaccata, ed anche della carne rossa, notizia poi smentita,  si sono calcolati consumi ridotti di qualunque tipo di carne di circa il 20%. Ora, il terrorismo alimentare non ha mai funzionato, quando applicato in maniera generica e senza logica: risulta abbastanza evidente che ogni alimento mangiato in maniera esclusiva provochi disturbi alimentari Riguardo al caso specifico, per esempio quello dei salumi, sarebbe il caso di osservare meglio come sono fatti, quali altri ingredienti vanno ad essere impiegati prima di decretare la loro nocività o meno . Dall’altra parte, i vegani ed i vegetariani più estremisti hanno cominciato a suonare la grancassa contro i “mangiatori di cadaveri” , sollevando un clamore opposto e contrario che poco serve a capire meglio le problematiche del caso. Mi stupisco sempre, come ribadito altre volte, di come non si riesca a fare, su questi argomenti un dibattito sereno e costruttivo, sembra quasi di assistere ad una lotta di religione, ognuno parla non per ascoltare ma per farsi sentire. La politica del giusto mezzo sembra non possa essere applicata, affermare che basterebbe il buon senso nel seguire una dieta variegata e tanti elementi di rischio sarebbero risolti. Essere sguaiati in questo settore non serve a nessuno, soprattutto risultare talebani impedisce una reale crescita. Continuo a pensare in un mondo dove allo stesso tavolo si possono mangiare cibi diversi senza doversi scusare o offendere qualcuno

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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