Pasta Artigianale Morelli

Se a Firenze è vietato a mangiare sul marciapiedi

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Tanto tuonò che piovve, verrebbe da dire e quindi, dopo mesi di polemiche riguardanti i “mangifici” fiorentini, ovvero le strade trasformate in posti dove l’unica attività svolta è quella di mangiare e di dare da mangiare, arriva l’ordinanza comunale nella quale si avverte che, chi prova a mangiare tra le 12 alle 15 e tra le 18 e le 22, sarà sanzionato con una multa tra i 150 e i 500 euro. Qui trovate l’annuncio e, come è facile prevedere, nella città dei Guelfi e dei Ghibellini, si sono subito schierate le opposte fazioni. Da un lato quelli che accusano l’amministrazione comunale di aver chiuso la stalle quando sono scappati i buoi, avendo rilasciato licenze in numero eccessivo (anche se sono già state bloccate, è bene ricordarlo) e quindi il fenomeno sarà difficile da arginare, altri che invece puntano l’indice su coloro che non sopportano il successo commerciale per invidia e così limitano il lavoro di chi viaggia con il vento in poppa. Certo che la questione non è semplice da spiegare, ne’ da affrontare se non si è mai vissuta la situazione: a leggere fa strano che siano solo quattro le strade coinvolte e che ci sia un orario specifico, ma basta camminare un giorno in via de’ Neri, per rendersi conto delle masse di persone che circolano per strada e, con le mani occupate dal panino, dalla borsa, dalla bottiglia di acqua o birra, non trovano di meglio che sedersi sul marciapiede di fronte ad un negozio e lì consumare il loro fiero pasto. A quel punto si creano scintille sfociate in rissa, come è successo nel mese di agosto. Il problema fondamentale sta alla base: Firenze sta trasformando il proprio centro storico in Disneyland: non esistono quasi più residenti, gli appartamenti  sono ad uso e consumo turistico, scompaiono così i negozi di vicinato e incrementano quelli di servizio. Un turista non ha voglia di cucinare, necessita solo di posti dove sia possibile mangiare e bere e per lui, che a volte non capisce nemmeno dove si trovi, inserito in un tourbouillon che gli fa vedere 5 paesi in 10 giorni, sono i bisogni primari a prevalere. E’ già andata bene che nell’ordinanza non si sia dovuto affrontare il problema di chi deve fare pipì, ad oggi non ci sono stati casi eclatanti, ma certo, basta vedere cosa è capitato a Roma, con le fontane utilizzate come vasche da bagno, che sembra possibile che accada di tutto. Probabilmente l’andazzo coinvolge tutti, come un tedesco arriva in Italia si sente in dovere di scrivere sui muri di Ponte Vecchio il proprio nome con il pennarello indelebile, cosa che a casa propria nemmeno si sognerebbe. Andrebbe ripensato il movimento di flussi turistici, l’offerta si dovrebbe modulare in funzione di persone differenti:  meno turisti e sempre più viaggiatori, ma è un’utopia bella da raccontare e impossibile da realizzare. Ad oggi siamo a fare le trincee:magari con questa ordinanza si aumenterà il consumo die panini dalle 15 alle 18 e dopo le 22: hai visto mai?

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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