Sardegna, impressioni d’agosto

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Hai voglia a parlare di comunicazione moderna, capacità di comprendere quello che succede nel mondo e così via, se nei posti non ci vai, tutto rimane virtuale. “La Sardegna ha il mare più bello”..verissimo, rispetto a quanto ho avuto modo di vedere, ma se non toccavo con mano modello San Tommaso..Diverse cose mi hanno colpito: Cagliari, città vera, con varie contraddizioni, tipo via dell’ospedale, centralissima, ma potrebbe essere inserita in un qualunque suk di una capitale. Non avevo realizzato subito perché ci fossero due imprese funebri a pochi metri di distanza, poi, sapendo che le persone vanno dove si trova il lavoro..vicino ad esse, un negozio di alimentari da foto: immenso, con salumi e formaggi dimenticabili nei frigoriferi, una signora a preparare i panini intonata alla tenda sul fondo che sembra il sipario di un teatro,e poi la Gioconda che ti guarda insieme a qualche santo assortito..e dopo l’anfiteatro, completamente coperto dalle tribune dei concerti e vicino, un orto botanico, interessantissimo, grande ma vuoto(si sa, 3 euro di ingresso limitano..). I portici sul lungomare mi ricordano città come Genova, si respira un’aria decadente, con le persone sedute ai tavolini a bere il caffè evento comune per tutte le età, e dietro le stradine con i negozi cinesi, indiani specialità tipiche sarde…Dimenticarsi di fare qualcosa dalle 13 alle 17..tutto chiude, anche le chiese, che hanno rari particolari: vista una aperta 7-10.30 18-19.30…i negozi, a parte le catene nazionali modello Rinascente, hanno le porte serrate nel pomeriggio, sei costretto a fare altro, tipo il bagno..E che dire della raccolta differenziata, diffusa in tutte le città visitate! A Villasimius, la mattina, c’era la processione delle macchine nell’isola ecologica, ed una guida che ti spiegava dove inserire cosa…e chi se lo sarebbe mai immaginato!Come lo spiegamento di vigilesse, che impedivano il formarsi del traffico nel centro della cittadina…Mi mancheranno le spiagge libere a diffusione, il mare sempre intrigante, i paesaggi, come quello sulla strada per Olbia, prima gli scogli rossi di Arbatax, poi il centro di Tortolì, dove sembra di arrivare in una città bombardata dopo la guerra e, accanto, case nuove di ultima generazione con pannelli solari: E ancora, i paesi di montagna(beh mille metri non sono mai pochi..) e il cibo…no quello no, non l’ho provato e, per capire bene un luogo, un popolo, un modo di vivere è indubbiamente una carenza..ci tornerò senza dieta stavolta:-))

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. Consiglio “In Sardegna non c’è il mare” di Marcello Fois, tra l’altro anche tuo collega, per completare (anche senza forchette) la scoperta culturale della mia isola. Ma Su Gologone era di strada e non dovevi perdertelo!!!

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