SANT’AGNESE. INTERVISTA ATIPICA A PAOLO GIGLI

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Atipico è un aggettivo che ben si conia a Polo Gigli. Complice quella sua parlata livornese divertente mi smonta in modo dissacrante ogni domanda, ma alla fine mi fa capire che il suo racconto vive da solo, di un suo percorso al quale non servono domande mirate o interviste dedicate.

Siamo in quella parte di Val di Cornia che si trova fisicamente nel mezzo del promontorio di Piombino, dietro le colline di Baratti. “A fare il vignaiolo mi ci sono ritrovato un po per caso,- ammette Paolo -. Quando mio padre nel 1994 acquistò questi terreni io ero uno studente e i terreni, in stato di abbandono erano proprietà delle acciaierie. Dal nulla ho iniziato a impiantare vigneti e a fare vino dietro Piombino, in una zona atipica, benché parte della Val di Cornia, oggi territorio vinicolo ampiamente riconosciuto a livello nazionale e non solo”. Tanto che l’amministrazione comunale gli ha riconosciuto l’impegno per la valorizzazione e riconversione di un territorio, portandolo come modello ad altre realtà imprenditoriali della zona, citando il suo esempio quale nuova prospettiva per un territorio da sempre legato all’industria dell’acciaio.

“Certo che mi piace il mio mestiere, non me lo ha mica ordinato il dottore di fare il vino – ecco un esempio di come Paolo smonta le mie domande..poi appena finiamo entrambi di ridere riprende: – il perché mi piace non saprei spiegartelo, è irrazionale. Mi sento bene nella vigna, non lo sento in realtà come un lavoro, ma come un piacere, a tratti mi sento fortunato. Se pensi a dove ho iniziato e in che modo, e se pensi che i miei vini hanno bisogno di anni per esprimersi, e  spesso esco con annate che talora sono molto indietro, capisci che il più delle volte la passione prevale sull’aspetto commerciale”.

Lì nel bel mezzo del promontorio di Piombino, il mare ha una  forte influenza sul microclima, che risulta assai particolare, con una presenza forte e costante del vento combinata a temperature miti sia nelle stagioni calde che in quelle fredde.

“Tutto questo ci aiuta ad avere uve particolarmente sane e ci permette di arrivare a maturazioni più spinte. Su questo ultimo aspetto, anche il modo in cui gestiamo i nostri vigneti è estremamente rilevante: infatti noi iniziamo a potare un po’ in ritardo rispetto alla maggior parte delle altre aziende e questo fa sì che lo stato vegetativo delle piante venga anch’esso ritardato. In questo modo possiamo “rimandare” l’inizio di concentrazione degli zuccheri ai primi di settembre, quando la stagione tende essere più mite e senza picchi di caldo, facendo correre la maturazione molto più lentamente e permettendo un maggiore maturità dei tannini e concentrazione polifenolica”.

 

Vini in degustazione:

Spirto 2006,  merlot, IGT Toscana

Libatio 2008,  Sangiovese IGT Toscana

Spirto 2008, merlot, IGT Toscana

L’étrange 2015, Vermentino, IGT Toscana

Fiori Blu 2008, cabernet sauvignon, IGT Toscana

 

 

Azienda Agricola Sant’Agnese, Loc. Campo alle fave, 1 – 57020 Piombino (Li) – 0565/277069

http://www.santagnesefarm.it

 

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Circa l'autore

Riguardo a Sabrina.Somigli Microbiologa poi sommelier, ristoratrice e food blogger. Cercatrice di erbe spontanee e appassionata di somme matematiche: quelle tra farina più acqua uguale mille pani diversi. Chiantigiana della Rufina, concentrata nelle dimensioni, in pratica un caratello di vin santo; dolce o secco a seconda dell' annata, dell'oroscopo e dell'umore.

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