Salviamo il Mercato di San Lorenzo a Firenze

7

Per chi passa da Firenze, diventa quasi obbligatorio fernarsi al Mercato di San Lorenzo, che si trova in pieno centro. Gli appassionati di gastronomia hanno un motivo in più per fare una sosta golosa: possono gustare un panino al lampredotto da Nerbone, la vera trattoria d’antan, dove si possono mangiare anche altre specialità fiorentine. Oppure fermarsi da Baroni per scegliere uno dei formaggi esposti, oppure uno dei tanti salumi, per non parlare delle bottiglie di vino.Magari andate a scegliere anche formaggi freschi dal Forteto, che ha qui il suo punto vendita anche se la casa madre si trova in Mugello. Bella la zona del pesce recentemente rinnovata ma..spiace vedere botteghe storiche che attaccano il cartello chiuso dopo quarant’anni di onorata carriera(macelleria Del Soldato), alimentari che vendono pasta colorata dalle forme improponibili, adatte a non so quale tipo di turisti. Se poi decidete di salire al piano di sopra, prende lo scoramento. Là dove c’erano decine e decine di ortolani, dove era possibile trovare erbe aromatiche di ogni tipo, primizie ma anche verdura del territorio, sono rimasti pochi banchetti aperti. L’aria di desolazione continua se vi riaffacciate al piano di sotto e approfondite la visita:tanti banchi vuoti, nessuno che tende a rimpiazzare con proposte di qualità i fuoriusciti. E il Comune che fa? Costruisce i bagni pubblici(male, mostrano già le prime falle) all’interno, senza affrontare il problema alla radice. E’ cambiato il modo di fare la spesa? Bene, facciamo di San Lorenzo un grande consesso dove dare spazio a tanti locali dove poter mangiare le specialità del luogo. Largo a uno, cento, mille Nerbone, specializzati ognuno in cibi e prodotti diversi. Avete presente il mercato di Barcellona? Quello dovrebbe diventare il mercato fiorentino, non una sorta di suk, dove al di fuori si vende paccottiglia di nessun interesse, false borse da parte di venditori abusivi, tanti bar dove solo ad osservare i panini esposti prende la paura. Un bel lancio per nuove generazioni di imprenditori che decidono di puntare sul cibo per costruire il futuro, proprio e della città. E’ proprio impossibile smuovere una città "vecchia" come quella fiorentina?

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

7 commenti

  1. E certo che va salvato! se sparisce Nerbone, che motivo ho di venire a Firenze? Tu lo sai, Leonardo, che anni fa ci portavo gruppi di giovani volenterosi, lì convenuti per altri motivi.
    Cercavo di educarli alla cucina vera, cercavo di tenerli lontano da Mac Donald’s.
    No, no, Nerbone deve vivere. Uno, cento, mille Nerbone!
    Che, si fa una petizione?

    luca telenio

  2. Purtroppo il mercato sta andando davvero in malora. Qualche tempo fa ci sono tornato perché mi ero ripromesso di ricominciare ad andare per ortolani invece di continuare a comprare frutta e verdura al supermercato dove ormai le cose hanno perso tutto il loro sapore. Purtroppo però sono rimasto scottato dal constatare che questo pezzo di storia culinaria (e non solo) di Firenze è ormai territorio di caccia degli abbindolatori di turisti. Manca ormai quasi del tutto il feeling con Firenze perché non c’è più l’ombra di un fiorentino a meno che non sia da Nerbone, perfino i commercianti sono di fuori (anche cinesi) e i prodotti vengono da chissà quale industria…
    Buffo perché chi ci vede da fuori dipinge Firenze come una città di bottegai e nel frattempo i bottegai spariscono!
    Insomma la cosa mi ha lasciato molto deluso e purtroppo leggo qui che anche il Comune non ha intenzione di fare granché per arginare il problema. Proprio in questi giorni a Torino è nata Eataly, possibile che non si possa realizzare anche a Firenze? Lo spazio del Mercato Centrale sarebbe ideale e sarebbe anche un buon modo per rilanciare l’area…

    Se serve la mia adesione per un’eventuale petizione sono a disposizione.
    A presto

  3. Fabrizio Pianta -

    Buonasera a tutti e peronate l’intrusione…parlo di intrusione in quanto a differenza di chi ha postato prima di me non sono ne’ di Firenze….ne’ toscano e non ho mai avuto il piacere (vi prendo sulla parola) di incontrare il buon Nerbone e poter assaggiare il suo panino. La riflessione che pero’ mi porta ad invadere questa pagina e’ la seguente. Se il mercato di San Lorenzo sta attraversando un periodo (da quanto mi sembra di capire) di decadenza non se ne puo’ fare una colpa delle autorita’ governative… Perdonatemi ma dal mio punto di vista la cosa e’ molto semplice…ipotizzando che io abbia il banchetto al mercato e vendo mele caramellate…se la gente non me le compra (perche’ sono fuori moda…perche’ circola poca genete al mercato…etcet)io sono costretto a chiudere il mio banchetto e nessun’altro si mettera’ a vendere mele caramellate la posto mio…in tutto questo l’amministrazione che puo’ fare?? Un’ordinanzza che costringa tutta la popolazione di firenze a recarsi al mercato una volta al mese e mangiare mele caramellate?? I primi artefici del degrado e della lenta agonia del vostro mercato siete proprio voi fiorentini perche’ se con i vostri soldini aveste alimentato a suo tempo il commercio che si svolgeva al suo interno le vecchie bancarelle non avrebbero chiuso e anzi se ne sarebbero aperte di nuove… Altro aspetto riguarda il fatto che stanno scomparendo le bancarelle che preparavano i cibi della tradizione e via discorrendo…purtroppo vale lo stesso discorso…i gusti della popolazione ahime’ sono cambiati e siccome il mercato e’ governato dalla legge di domanda e offerta e purtroppo nessuno campa di sola aria le poche bancarelle che offrivano cibi genuinamnte tradizionali hanno dovuto chiudere o si sono dovuti convertire ai paninacci maledetti che la cultura culinaria americana ci ha imposto da qualche tempo a questa parte… per il restoche dire… spero davvero di poter passare presto al mercatom di san lorenzo, nn fosse altro per assaggiare il leggendario panino col lampredotto di Nerbone… grazie mile a tuti er l’attenzione ed in particolare al Prof. Romanelli per l’instancabile attivita’ di promozione ma sopratutto di preservazione delle specialita’ culinarie tradizionali sia regionali che dell’italia tutta.

  4. leonardo romanelli -

    Allora, andando in ordine sparso. L’amministrazione comunale può fare eccome, non costringendo la gente a comprare ma stimolando la creatività nell’occupare spazi in maniera diversa, tipo ristoranti, wine bar, tapas bar. Sul fatto di mangiare specialità tradizionali, è vero, nessuno obbliga a mangiare lampredotto, ma da lì a cibarsi di polpette surgelate e di dubbio gusto ritengo ci sia una via di mezzo onorevole. Credo che il fiorentino o lo straniero ami il mercato se lo vede vivo e vitale, con negozi che rispondino a delle esigenze reali, che lo portino a frequentare a tutte le ore. Io lancerei volentieri un concorso di idee su cosa fare del Mercato.

  5. Pingback: Quinto quarto » Mercato San Lorenzo a Firenze, eppur si muove…così parlò Nardella

  6. Pingback: Mercato di San Lorenzo a Firenze: ma la trippaia dove va ? | Quinto Quarto

  7. Pingback: Mercato di San Lorenzo a Firenze, una grande rinascita | Quinto Quarto

Lascia un commento