Sabato trippa! La mia soprattutto…

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I proverbi devono essere rispettati: E se è rimasto fino ai nostri tempi il detto “Giovedì gnocchi, sabato trippa!” perché non portare avanti questa tradizione? Magari infilando un pesce da città, come il baccalà, il venerdì? DI sicuro scrivere di trippa non è esattamente pop, rimane una frattaglia che divide , senza mezzi termini. C’è la parte untuosa che può affascinare o lasciare delusi, c’è la consistenza che diventa l’ostacolo principale per chi ama masticare, ci sono gli aromi che si vanno a mettere che possono creare una differenza sostanziale. Questo in una cottura tradizionale in umido, senza considerare le innumerevoli varianti che la trippa è disposta a sopportare, con variabili culinarie di indubbia fantasia. Oggi però che siamo in inverno, la mia versione di trippa è quella classica, con qualche sorpresa particolare

Il porro lo taglio a cubetti e lo faccio saltare in padella con l’olio EVO, aggiungendo una foglia di alloro e qualche bacca di ginepro. Intanto, a parte taglio a cubetti finissimi carote, sedano, peperoni rossi e li faccio saltare separatamente in padella, ogni verdura con due spicchi di aglio “vestito” che poi conservo. La truppa tagliata a listerelle raggiunge il soffritto:  a questo punto vado di sale, pepe, quindi vino rosso, lo faccio evaporare, quindi pomodori pelati e passati vanno a completare il tutto. Mentre la trippa cuoce, tolgo la polpa dagli spicchi di aglio e l’aromatizzo con prezzemolo tritato, scorza di limone grattugiata, peperoncini verdi freschi a tagliati a pezzi piccoli. Unisco alla trippa delle fette sottilissime di patate che poi si scioglieranno. Quando la cottura è giunta alla fase finale, unisco due filetti di acciuga per farli sciogliere, la polpa di aglio e le verdure. Il tutto completato da grattata di pepe finale. Pane tostato ad accompagnare il tutto.

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. Mauro Pistelli on

    Leonardo, se passi da queste parti vorrei farti assaggiare la mia versione di trippa alla romana ma soprattutto mi farebbe piacere stringerti la mano

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