Roku Gin entra al Locale su un red carpet

0

Un’entrata trionfale per il Roku Gin, in cui il fascino del Sol Levante è stato pienamente interpretato al LocaleVia delle Seggiole a Firenze – durante la serata a lui dedicata.

Roku GinRoku Gin di Suntory, una società giapponese che produce bevande alcoliche dal 1899, è un distillato che al suo interno contiene sei (roku è il numero 6 in giapponese) Botanicals: fiori di Sakura, foglia di Sakura, buccia di Yuzu, tè Sencha (tè verde), tè Gyokuro (tè verde raffinato) e pepe Sansho. Ognuna di esse viene coltivata durante le quattro stagioni, poi raccolta e distillata all’apice della fioritura per estrarne i migliori sapori ed aromi, al fine di regalare una complessità aromatica ed un gusto incisivo.Suntory Group nasce ad Osaka nel 1899, famosa per la produzione di birra e di whiskey, e produce il primo gin nel 1936, che tutt’oggi viene distillato in alambicchi di acciaio e a freddo, attraverso una lavorazione che richiede dodici mesi prima che la bottiglia esca sul mercato.

Locale FirenzeLa sua entrée al Locale di Firenze ha prodotto contaminate idee partorite da Matteo Di Ienno, primo barman del Locale, e messe in atto da Fabio Fanni, il suo secondo. Miscelazioni che hanno visto ingredienti aggiuntivi al Roku Gin: dal sake al cordial di pomodoro, dalla carota viola fermentata agli estratti di cavolo nero, al cordial di mandarino ed al vermouth bianco e soda di carciofo. Una fantasia irrefrenabile, seguita a ruota da Simone Caponnetto, chef trentunenne che dopo aver conseguito il diploma alberghiero, migra per dieci anni nei migliori ristoranti del Regno Unito, Francia, America, Spagna e Giappone (quest’ultimo preso al balzo per la bella serata dal fil rouge nipponico): una serie di benvenuto con il polpo croccante, con lo Shitake – fungo giapponese dalle preziose proprietà curative – che accompagna un Locale Firenzecappelletto ripieno di anguilla, il chawanmushi con cipolla di Tropea. Seguono virtuosismi culinari in cui Simone fa buon uso dell’amaranto e della salsa Teriyaki, come condimento per la carne di maiale con lo scampo lardellato e spinaci croccanti. Il pesce esce dalle solite righe grazie all’aggiunta di liquirizia e mandarino, ed onore è dato ad un semplice porro con il latticello ed una splendida salsa al bergamotto. Al termine, un sorbetto al mandarino e cachi che scoppietta in bocca per lo zucchero che sembra effervescente, un dessert dolce, divertente e rinfrescante.

Locale FirenzeIl Roku Gin ha tenuto testa accompagnando ogni piatto. Si è vestito di rosso attraverso il Purple sour, miscela di gin, carota viola fermentata e albume montato; un dissetante Roku Collins con sake e Yuzu; il tonificante Black fizz con estrazione di cavolo nero, limone e soda; il Roku Collins con Yuzu e Sake; il Milf Punch con cordial di foglia di mandarino e caseina del latte; il Carciofoni con genziana, vermouth bianco e soda al carciofo ed infine il Mandalino con il cordial al mandarino. In ogni versione non è stato annebbiato il gusto del Roku Gin, fresco e ricco di profumi, floreale e fruttato, comparso anche nella preparazione di alcuni piatti durante la serata.

Locale FirenzeUn incontro di colori e di anime, un percorso di sapori caleidoscopici che fanno riflettere su quanto ancora possa sorprendere la miscelazione e di quanto il gin stia ricevendo sempre più appassionati anche nell’abbinamento a preparati gastronomici.

 

Condividi!

Circa l'autore

In fase di ristrutturazione

Lascia un commento