Ristoranti a Firenze: le nuove aperture

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Passeggiando per la città, l’impressione di essere entrati nel girone dantesco dei golosi è quasi naturale: Sant’Ambrogio, Ponte Vecchio, Santo Spirito, San Frediano, sono diventati luoghi del cibo in maniera quasi angosciante, il problema è che manca, per ogni locale, un elemento che lo distingua, che lo faccia apprezzare, almeno all’esterno, prima di entrare e conoscere chi ci lavora, elemento questo che può indubbiamente fare la differenza. Oggi inagura “La Chouette”, che,come recita il comunicato sarà una “Brasserie in riva all’Arno”, ideata da Alberto Paravia, “romano de Roma”: grande fusion tra ingredienti francesi come foie gras, Roquefort, petti d’anatra con ispirazioni romanesche come l’amatriciana di mare, o il cacio e pepe secondo libera interpretazione dello chef. I piatti sembrano strizzare l’occhio alla Firenze modaiola, tra poco ci sarà Pitti e capiremo quanto i PR abbiano lavorato epr farlo conoscere, dopo di che la vera sfida avrà inizio. In via Vacchereccia fa nuovi proseliti il culto del panino, con un locale che si pone l’obiettivo di servir ei migliori della città, “Best sandwich”, mentre rinnova completamente l’arredo lo storico ‘Ino in via Accademia dei Georgofili. Mostra segni di vita il Relais Santa Croce, in via Ghibellina, per anni schiacciato dalla “concorrenza” sottostante dell’Enoteca Pinchiorri, proponendo serate a temastorico in occasione dle calcio storico fiorentino e e cene a 4 mani. Apre con una nuova gestione ed un nuovo staff lo storico Zibibbo di Careggi, che vedrà in cucina una delle cuoche artefici del successo di Maga magò a Montecarelli. Ha appena inaugurato il Dolce Vita di piazza del Carmine, una volta il ritrovo per eccellenza per gli amanti della vita notturna cittadina, oggi si propone in uno stile nuovo, dove strizza l’occhio agli amanti della cucina gourmet. Per chi vuole mangiare in un posto particolare anche a pranzo, in via Pisana c’è “Madame”, aperto dai gestroi del ristorante “La cantina di Toia” di Carmignano. Non è certo passata inosservata l’apertura di “Signorvino” in via de’Bardi, a due passi da Ponte Vecchio, nei locali che fuorno dello storico “Alfredo sull’Arno”, un wine bar di qualità appartenente ad una catena fondata dal gruppo Calzedonia( si quello dell’intimo, proprio loro). Apre un nuovo locale Riccardo Chiarini: in via de’Neri, in un bar storico, il SIlvana che vede aggiunta per l’occasione la dizione “Bar Moderno”ci prova con la cucina vegana, grazie al rutilante entusiasmo dello chef Cristian Giorni . Da seguire l’avventura di Decumanus in via de’Servi, in una zona dove pullula l’offerta solo per turisti, si tenta una via che alzi la qualità con il pesce protagonista. Ci sarebbe da parlare delle nuove terrazze estive, dei locali fuori porta…lasciamo ad altra occasione l’incombenza!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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