Ristorante Oasi a Follonica

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Alle donne piace andare al mare d’inverno, perché le autorizza ad essere tristi. Passeggiare sulla spiaggia deserta e ventosa le legittima a gettarsi in uno spleen inconsolabile, dal quale sono disposte a riemergere soltanto se accadono eventi talmente precisi e circostanziati che nemmeno il mago Otelma sarebbe in grado di prevedere.

Oasi FollonicaA me non è mai piaciuto. A parte il fatto che la vita mi sembra già abbastanza grama anche in una metropoli affollata, ma poi potendo scegliere in un mondo bello e vario, perché dovrei andare ad ammantarmi di tristitudine? Per carità. Magari pure in un giorno nuvoloso, con la canzone della Berté che risuona nella testa – peggio mi sento se è cantata dall’autore. La state canticchiando da due minuti, non fate finta…

Devo però ammettere che negli ultimi anni ho cambiato idea. Fuori stagione, le località turistiche non sono più così desolate come un tempo. La globalizzazione ha in parte mitigato lo svuotamento di questi luoghi, dove gli imprenditori residenti hanno smesso di trasferirsi in Australia nei mesi invernali, per contribuire ad un’affermazione identitaria del proprio territorio che sia meno soggetta ai flussi stagionali.

Mi decido quindi ad andare a pranzo al ristorante Oasi a Follonica, che infatti non si presenta vuota e triste: lungo il viale Italia c’è gente a passeggio, nei locali si consumano pranzi di lavoro come in qualsiasi altra cittadina. Entro nel ristorante e il mio sguardo viene catturato da un cubo dalle pareti di vetro che contiene una cantina molto fornita. Scopro dopo che quella è solo una parte, cui è attigua una cella frigorifera dove rimarrei a curiosare per ore, ma il gelo non me lo permette.

Oasi FollonicaIl tavolo tondo è fronte mare, le vetrate offrono una vista appagante sulla spiaggia, con il sole che crea un riflesso luminescente sull’acqua.

Il menu è strutturato bene con 5 proposte di degustazione da 75 a 95 euro – i “Magnifici 5”, di 5 portate ciascuno: I Punti Cardinali, Mondo Sommerso, Qui e Ora, Oltre i Confini e il Crudista. Nei Magnifici Cinque i piatti di ciascuno non si ripetono negli altri, pertanto il menu alla carta, che li comprende tutti, è davvero ampio e ci abbandoniamo, come sempre, alla scelta random.

I pani e le focacce sono eccellenti, e poi mi fa impazzire la nuova moda dei ristoranti di servire quei grissini lunghi e stretti, che quando li mangi fanno il rumore che riempie lo spazio e il tempo delle pause, tipo la musica dell’intervallo (non provate a ricordarla, la confondete con quella dell’Almanacco del giorno dopo). Entrée: filangé di seppia, insalatina di carciofi e cubetto di tonno grigliato.

Oasi FollonicaIl limone dei carciofi, la maillard del tonno e il pizzico di pepe sulla seppia danno estasi. E’ incredibile quanto a volte – non sempre – un pizzico di pepe riesca ad innescare una catena reattiva di sapori e sensazioni tattili inaspettate.

Antipasti: calamaretti spillo farciti di ricotta con maionese di pane, cime di rapa e polvere di bottarga.

Oasi FollonicaE’ come vedere il negativo di uno spartito: pentagramma e note bianchi su vassoio di ardesia nera. Ed è tutto delicato e soffice.

Prosciutto di spigola su finocchio, petali di ravanello, yogurt e gelatina di albicocca.

Oasi Follonica

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Un boccone sapido e fresco, con una velata tendenza dolce a chiudere.

Ring di ricciola, caviale, uova di salmone e perle di agrumi.

Oasi FollonicaUn collage irrinunciabile di consistenze e sapori. E poi le perle di agrumi mi rammentano aromi d’infanzia, quando il farmacista mi regalava le Zigulì.

Primi piatti: spaghetti croccanti al gambero rosso, zafferano e noce moscata.

Oasi FollonicaCremosità sorprendente, con un binomio di spezie che rasenta la sublimazione.

Carbonara con l’uovo al cubo, capesante, mazzancolle e guanciale.

Oasi FollonicaSorprende l’originale croccantezza del guanciale. Uovo al cubo perché sono presenti tre tipi di uova, divertitevi ad indovinare quali.

Inconsapevoli, abbiamo escluso dalla scelta random la Triglia, foie gras, panna acida, puntarelle, pomodoro confit e riduzione di Tassoni, che lo chef Mirko Martinelli ci invita ad assaggiare.

Oasi FollonicaFa bene a considerarlo il suo cavallo di battaglia: la triglia è un morso di leggera succulenza, cui va incontro la grassezza del foie gras, velocemente riequilibrata dalla panna acida. Il pomodoro confit stempera la tendenza amarognola della puntarella e la riduzione di cedrata non solo purifica la bocca, ma la stimola a un nuovo boccone.

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Circa l'autore

45 anni, avvocato, ho dedicato alla danza l'infanzia, l'adolescenza e parte dell'età adulta. Dopo aver sotterrato le scarpette in giardino per raggiunti limiti di età, mi sono dedicata al tango argentino e alla fotografia, ma mai al decoupage.Per anni ho coltivato la passione per il vino e nel 2020 sono diventata Sommelier AIS. Scrivo molto, ma di più leggo. Mi piace mangiare al ristorante perché ogni locale è un microcosmo regolato dalle leggi dello chef, a cui mi affido con ironia e disincanto.

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