Ristorante Falterona a Stia

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“Così lontano, così vicino” è il Casentino da Firenze: a conti fatti, non sono poi così tanti chilometri, ma il passo della Consuma, con una strada tortuosa  che lo raggiunge e attraversa, costituisce la vera discriminante di due modi di vivere: non è più la città frenetica ed animata, non è la cittadina di provincia ricca e tranquilla, è un limbo nel quale è piacevole e facile isolarsi. Casentino famoso per il panno arancione o verde accesi, con il quale fare cappotti, rinomato per i monasteri, oggi poi terra diventata famosa per il vino, e la ristorazione? Solo piattate di pasta al ragù ed arrosto girato? Qui dove sono stato proprio no.

lumacheLeonardo, il titolare, insieme alla moglie  decide di rilevare un ristorante che ha passato molte traversie, situato  nella piazza di Stia, giunta alle cronache più di vent’anni fa per aver ospitato il set del film “Il Ciclone”. Belle esperienze in giro per la Toscana per il giovane chef, qualche puntatina all’estero e poi il richiamo alla terra natìa e la decisione di provare a proporre una cucina non così scontata per il luogo, con la presenza di pesce e una sana dose di incoscienza nel voler fare piatti creativi ma con intelligenza..

Arredamento particolare dell’ampia sala divisa in ambienti ma unica, niente tovaglie grandi, ambientazione dove si alterna classico e moderno, pezzi di modernariato ben scelti e poi la terrazza che serve in estate per chi vuole il fresco. Pane fatto in casa per iniziare  e anche per questo ci vuole pazienza e coraggio, poi stuzzichino con omaggio ai nuovi maestri e quindi il rocher di fegato da stuzzicare e partenza non banale come antipasti,  con le lumache in tempura, maionese di soli albumi, spugna al cavolo nero e spuma d’aglio: adatte a palati universali, chi ama una lumaca più decisa apprezzerà forse altre preparazioni , ma la pietanza conquista nuovi avventori, asciutta e croccante. Da amanti del genere le animelle fritte con crema al sedano rapa e scalogno alla birra, con il solo gambero crudo aggiunto al piatto  che deve trovare una giusta collocazione, ma l’idea è valida. Primi di bella precisione, come i taglierini al farro su crema di broccolo romano, peperone crusco e fagiano in salmì, dalla bella cremosità, unita ad un sugo di bella levatura, profumi ben combinati. I paccheri con crema di aglio e astice saltato conquistano nella loro essenzialità, che non ja bisogno di orpelli per farsi apprezzare. tataki di tonno

Stupisce il divertimento provato in bocca  nel trovarsi nel piatto il tataki di tonno rosso con salsa al melograno, broccoli e bieta saltati, pomodori confit, salsa aioli e mandorle fritte: fresco, invitante, persistente. Buona prova tecnica, forse poca emozione per il piccione arrostito con salsa alla rapa rossa e verza in crema, succulento e croccante all’esterno, SI chiude con scelta di dolci ghiotti  come il gianduja ovvero crema e spugna alla gianduja con cannolo di pasta fillo ripieno di crema di pinoli salati, un bel contrasto che crea armonia ed equilibrio. In sala il servizio è cortese ed attento senza essere troppo formale, il casual moderno che ci vuole. La carta dei vini ha buoni spunti, non troppe etichette  però mirate e non banali. Sia sul menu che sulla carta dei vini un ripensamento sulla grafica sarà molto utile e vantaggioso

Antipasti 10 13 euro Primi piatti 10 15 euro Secondi piatti 15 euro Contorni 4 euro Dolci 5 6 euro Coperto 2 euro

Ristorante Falterona Piazza Bernardo Tanucci 9, 52017 Stia (AR) Chiuso il lunedì Aperto la sera la domenica anche a pranzo

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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