Ristorante Element a Firenze

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Quando si parla di cucina cinese, spesso, si ha una idea parziale e distorta di essa, frutto di una proposta gastronomica che, in Italia, è stata banalizzata, concentrata su pochi piatti, frequentemente omologati nel sapore e nell’aspetto. L’ideale sarebbe andare in Cina e provare direttamente la differenza che intercorre in ogni regione, ma in attesa di poterlo fare, meglio provare in loco, almeno quando sarà possibile rifarlo.

Ravioli cinesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Firenze opera da tempo Luxi Song, originaria di Hong Kong, proprietaria di alcuni ristoranti nel centro fiorentino: con la crisi del turismo legata al Covid nasce l’esigenza di trovare nuovi luoghi dove operare, per guadagnare un pubblico diverso. La scelta ricade in un ristorante di via Pratese, una volta caratterizzato da una forma a pagoda, oggi completamente ristrutturato, con un banco bar al centro della sala e i tavoli che si sviluppano tutti attorno.  AI fornelli arriva da Milano Kin Cheung, che ha fatto la sua formazione proprio ad Hong Kong, per poi confrontarsi su una piazza come quella milanese, abituata ad una clientela internazionale. Lì sviluppa quella che è la sua caratteristica, unire ai fondamenti della cucina cantonese contaminazioni occidentali, come l’impiego di foie gras e petto d’oca.Tofu fritto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La suddivisione segue la regola occidentale anche se in realtà la tradizione vorrebbe le pietanze portate tutte insieme a tavola. Da non perdere la selezione di ravioli, riempiti con le farce più disparate, cotti al vapore: ripieni di gamberi, anche al tartufo volendo ( e questa sarebbe stata la stagione ideale..), con pollo e funghi, con maiale e foie gras. Tra i cosiddetti secondi, per chi ama le frattaglie è da provare la trippa con salsa di soia, la rosticciana al vapore servita con fagioli neri o, per la parte fusion creativa, il petto d’oca con foie gras e salsa di fichi. Imperdibile il tofu fritto con carbone vegetale, con scorze e spezie essiccate in superficie.

Panino nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si chiude con un panino dolce nero ripieno di taro, una sorta di patata bianca da mangiare attenzione per il cuore molto caldo. Quello che risulta interessante è un grande equilibrio di sapori, nessuna aggiunta risulta da fare, mai eccessi di piccante o acido. Poi volendo ci possono essere anche piatti più marcati, non mancano i classici come l‘anatra alla pechinese, ma quello che convince è la freschezza dei profumi. La carta dei vini parla italiano ed è in via di completamento , ed è curata da i Ioan Miron, approdato in Italia dopo esperienza in Inghilterra. Privilegiati i supertuscan e i rossi a base di vitigni internazionali, più adatti ad una cucina di questo tipo. Il servizio è preciso, attento e sempre con il sorriso.

Ravioli 8 euro

Ristorante Element Via Pratese, 100 Tel.055 0354699

 

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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