Pasta Artigianale Morelli

Ristorante Adagio a Firenze

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A due passi dal mercato di Sant’Ambrogio, via de’ Macci è diventata una delle vie più importanti di Firenze, gastronomicamente parlando: il precursore è stato il Cibreo, quasi quarant’anni fa, poi il fenomeno è esploso, facendo diventare il quartiere una sorta di cittadella del gusto. Qui dove ora si trova il ristorante, c’era una discoteca, di quelle toste e lugubri, tutto il contrario di quello che si vede adesso, un locale luminoso e rilassante, merito della filosofia che ha ispirato i due soci: creare un luogo accogliente , dando un nome che fa capire lo stile dell’ambiente. Provenienti entrambi da un settore particolare, quello della regalistica per aziende, si sono fatti una cultura nel selezionare prodotti di alta qualità: il passaggio a ristorante è stato il fluire automatico di una passione. SI entra e sulla sinistra c’è il banco del bar, quindi il tavolo conviviale e la sala: la cucina è a vista..per i cuochi che dominano dall’alto gli avventori. La scelta del menu è stata improntata su una proposta non immensa, ma supportata da una piccola carta che cambia mensilmente ispirato a zone diverse: prima la Maremma, poi il PIemonte e a girare altri territori, con tanto di vini del posto abbinati. A pranzo, solo piatti freddi e taglieri, la sera la musica cambia: lo stuzzichino iniziale è offerto, poi si comincia con un’ insalatina di puntarelle abbinata a ricotta di bufala maremmana, croccante e gradevole. Ottima la terrina di fegatini di pollo con riduzione di vin santo e pera, cremosa e bilanciata. Come primi, bella l’idea dei tortelli mugellani “sottosopra”: ragù all’interno, crema di patate come condimento, inusuali ma validi. Meno intriganti gli spaghetti alla chitarra con gorgonzola, gamberi reali e  broccoli romaneschi, sapori da coordinare meglio. Coerenti e gustosi invece  i gigli, pasta preparata con farina macinata a pietra semi integrale, conditi con pesto di cavolo nero e mandorle. ottima la proposta della lingua, tra i secondi, accompagnata da puré di patate all’olio EVO e spuma di cavolo viola, o una concreta arista steccata e fagioli. Si chiude con dolci golosi come il neccio di ricotta o la torta di cioccolato ai lamponi freschi. Scelta dei vini coerente alla proposta del cibo, pochi fronzoli ed etichette interessanti. Servizio sorridente e cortese. Antipasti dai 10 ai 16 euro, primi 11 13, secondi 16 18, dolci 6. E’ possibile acquistare molti dei prodotti, in mostra in una stanza apposita vicino al bar

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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