Riscoprire i nostri quartieri: Le Sieci

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TESTO DI PAOLA DE BLASI

La periferia è una fabbrica di idee, è la città del futuro.

(Renzo Piano)

E’ finito un anno che ha costretto a rivedere il nostro modo di relazionarci con gli altri, di affrontare il lavoro, sia come dipendenti che come imprenditori. Ha limitato soprattutto la nostra libertà, intesa come quella sensazione che proviamo quando sentiamo di poter agire e pensare esattamente come vogliamo, sempre nel rispetto degli altri beninteso.

Il non poter spostarsi in altre città e muoversi a piacimento ha cambiato radicalmente la nostra maniera di vivere, dandoci però l’opportunità di riscoprire modalità e relazioni interpersonali che avevamo perso. Abbiamo via via apprezzato di nuovo lo stare  intorno alle nostre case, relazionarsi con le piccole realtà locali, ridando senso al tempo e riassaporando il gusto di scegliere prodotti genuini legati ai nostri territori.

La riscoperta del “fare la spesa sotto casa” è la riscoperta dei quartieri dove, come lo era un tempo, il fare la spesa diventa un valore sociale.

La terza Emozione che voglio condividere è proprio la “Riscoperta dei nostri Quartieri”, i luoghi vicino a casa che abbiamo scoperto con occhi nuovi. Sono luoghi che, giorno dopo giorno, promuovono le specialità dei vari territori in cui sono inseriti. Per noi agricoltori una grande opportunità e per chi anima il quartiere una ricchezza infinita.

Questa Emozione non ha un solo volto ma è fatta di sorrisi di ironia di voglia di farcela. Il colore è il Verde, come il desiderio di uscire da questo periodo buio, come la forza della natura, che attraverso la creatività e l’impegno di tanti negozianti e ristoratori ha ridato vita ad una quotidianità più semplice ma in cui le relazioni umane rivestono un ruolo fondamentale.

A pancia pienaIl volto per il mio quartiere è quello dei ragazzi di “A Pancia Piena” Iuri Ronchi e Emanuele Nenci e la grande famiglia Bonaiuti (in particolare Francesco, Bruno e “Mary” , ovvero Mariagnese). Sono loro che ogni giorno rendono vivo il nostro quartiere permettendoci di gustare le specialità tipiche locali e di riempire di ironia e allegria le giornate di chi abita il paese.

Iuri ed Emanuele con il loro “A Pancia Piena” sono stati in grado di tenere in vita una tradizione culinaria dello street food fiorentino, aggiungendo creatività al tipico lampredotto e trippa, inventandosi cuochi da ristoranti stellati(posso scriverlo ? 🙂 e mescolando la tradizione italiana con il cibo da strada americano, sempre con un’attenzione particolare alla cultura del mangiar bene partendo dalla genuinità dei prodotti e dalle potenzialità che il territorio e le nostre campagne mettono a disposizione di chi sa valorizzarle.

Quando arrivi da “A Pancia Piena” c’è molto di più che il semplice appagamento delle papille gustative, qui c’è quella tipica ironia e simpatia fiorentina che è l’ingrediente unico e inconfondibile che ti fa dimenticare di essere a mangiare su una rotonda stradale (“La rotonda dei miracoli “così chiamata da Iuri ed Emanuele), ha la capacità di trasportarti in una grande famiglia. Il sentirsi a casa, ridere e scherzare per quella mezz’ora di pausa pranzo è un valore che ridà, ancora di più in questo momento di estraneità sociale, il benessere del condividere insieme che appaga ancor più delle bontà che sanno cucinare.

Pasticceria BonaiutiAnche la grande famiglia Bonaiuti anima il mio quartiere con il forno, il bar, la pasticceria, gli aperitivi, il ristorante pizzeria. Una famiglia che ha creduto e investito nel territorio dove è nata, un punto fermo per generazioni diverse. Interpretando le esigenze dei più anziani ancora legati alla necessità del trovare nel negoziante il posto in cui relazionarsi con fiducia e per i più giovani una empatia nel sentirsi tutti un grande gruppo in cui fare squadra, per sentirsi semplicemente bene. Nelle loro molteplici attività hanno da sempre puntato sulla qualità dei prodotti aiutando così a far conoscere le potenzialità e le eccellenze locali.

AlberoFar rinascere i nostri quartieri non è una sfida semplice, ma proprio da qui potranno partire nuovi orizzonti per il futuro. Sostenere i piccoli negozi e i luoghi dove viviamo non solo significa garantire la sopravvivenza di quella microeconomia senza la quale la macroeconomia non esisterebbe, significa anche difendere le tradizioni dove affondano le radici e le passioni di chi combatte ogni giorno per tenerle vive. E’ un regalo che facciamo a noi stessi perché le relazioni sociali ci permettono di vivere veramente e non sopravvivere alla vita. Quindi vivete e riscoprite i vostri quartieri!

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. Alle volte non ci si rende conto del posto che si occupa in un territorio e nella sua comunità, andiamo a lavorare cercando di fare al meglio il proprio mestiere, il quale si spera ci ripaghi consentendoci di avere una vita dignitosa e di soddisfazioni.
    Ringrazio di cuore Leonardo Romanelli e con la sua rubrica, insieme a Paola De Blasi che ci hanno regalato una grandissima soddisfazione, attribuendoci un posto nel territorio per nulla scontato.
    Cordiali saluti Iuri Ronchi
    A pancia piena.

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