Relais Sassa al Sole a San Miniato, una vera delusione

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Arrivarci non è agevole seguendo il navigatore, meglio seguire la cartina, ma è piacevole lo stesso percorrere strade secondarie, rappresenta  un modo per scoprire una campagna poco conosciuta, bella come altre parti della Toscana famose per il grande pubblico. A fine 2016 si parlava di questo posto, grazie all’arrivo in cucina di Loretta Fanella, che si cimentava per la prima volta alla direzione di una cucina, lei diventata famosa per la sua arte pasticcera. Ma l’esperienza è stata breve, troppo breve per provare la sua proposta gastronomica. La curiosità del critico è rimasta, come può un relais di alto livello non proporre una cucina interessante e ragionata? Cambia lo chef, quindi altre proposte nel piatto ma che potrebbero essere oltremodo interessanti. Ecco quindi la decisione della visita. Si entra al ristorante Opéra, passando accanto alla piscina, ed in effetti con il caldo di questa estate, la voglia di un tuffo verrebbe, ma meglio accomodarsi in una delle sale, con aria condizionata. Di sera si può mangiare in terrazza, e godere di una vista gradevole, ma non è il caso a pranzo. L’accoglienza è carina, quasi affettuosa, peccato la macchia sulla maglietta della cameriera rimanga sempre in bella vista durante il pasto. E peccato per un pane che arriva e già la dice lunga su quello che capiterà. Menu equamente diviso tra carne e pesce, con i secondi di carne dove viene preferita la cottura di carni alla griglia. La scelta cade su un antipasto misto di mare: già servito nello stesso piatto tutto insieme, fa un po’ effetto, con pietanze che potrebbero avere temperature diverse, ma l’accozzaglia di acciughe marinate con cipolle, gamberi e cous cous, conchiglia di capasanta gratinata bruciata, polpo e ceci insapore  non è un inizio indimenticabile. Meglio consolarsi con un’ostrica. Il vitello tonnato rappresenterebbe una buona intuizione, perché il vitello cotto rosa, con la salsa a parte, il sedano croccante, i capperi fritti danno un’idea di piacevolezza, ma la carne è tagliata troppo spessa e la salsa risulta eccessivamente concentrata e saporita, un contrasto che non si lega. I pici all’aglio, olio e peperoncino (sic!) con sgusciato di molluschi sono una massa non equilibrata, un sapore dei molluschi che si perde, in una dose non calibrata. Il secondo di carne: maialino arrostito con salsa di pane bruciata e patate al ramerino potrebbe avere anche delle velleità, ma la crosta è dura e gommosa ed il piacere di mangiarla si vanifica. Si chiude con una nuvola di zabaione, granella di cantucci e crema al Vin Santo, consolazione ad un pasto che poteva essere migliore. Antipasti di pesce dai 13 ai 18, primi dai 13 ai 16, secondi dai 14 ai 22, antipasti di carne dai 10 ai 14, primi 11 3, secondi 14 18 eccetto che per la bistecca, dolci a 8 euro.  Di sicuro si era partiti per giocare la Champions League ma ora che siamo in campionato, sarebbe comunque doveroso fare bella figura. Carta dei vini molto standard, servizio volenteroso e partecipe, un po’ scoordinato.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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