Racconto sportivo

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Si trovò al solito bar con Penelope, la sua amica storica, a prendere un tè, in una sala semisconosciuta in centro città, ma proprio per questo un luogo preferito per stare in pace. Era accanto ad una chiesa, e la sensazione era quella di casa elegante. Pioveva, la notte era stata sveglia per l’energia del temporale, riappisolandosi solo al mattino, per alzarsi stancamente alle 10. Nessun tipo di pasto, nemmeno il pranzo, aveva da fare tante cose. Prima terminare il libro, quindi conversare in chat con Clotilde, che la doveva ragguagliare sui trascorsi suoi e delle altre amiche, in campo sentimentale. Era divertita da questo scambio, soprattutto perché lo trovava estremamente femminile, un mondo nel quale i maschi non entravano anche solo per ignoranza a incapacità di capire i ragionamenti, molto schietti e concreti, poco angelicati delle donne, ma questa era la normalità, spesso invisibile agli occhi degli uomini..un’espressione presa in prestito da Antoine de Saint Exupéry, ma che ben si collegava alla situazione. Non erano ancora le 4 quando già scorrevano la carta con i tè, e Penelope commentava a voce alta: ” Ora, va bene che oggi piove ed è brutto tempo, ma saremmo ancora in estate, costringermi a prendere un tè a quest’ora, Arianna...” e lasciava il discorso in sospeso, in attesa di una reazione. “Beh, senti lo sai, Matteo è a guardare la partita fino alle 5 ed avrei fissato alle 6 per…” “Certo, lo so, per farti trascinare in quel pub buio e osceno dove iniziano ad ascoltare musica heavy fin dal mattino” esclamò a gran voce, guardandola diritta negli occhi. Penelope era l’amica alla quale confidava tutto, e per tutto si intende particolari che, se fossero venuti all’orecchio di sua madre,  si sarebbe sotterrata seduta stante davanti a lei. Era ironica e mai supponente, non la giudicava ma si divertiva a prenderla in giro.”Quindi, ho sbagliato? Non è vero che ti tiene due ore a bere birra ascoltando i Black Sabbath o Ronny James Dio, personaggi che nemmeno sapessi chi fossero, tu che eri una fan di Keith Jarret o Chick Korea  e poi quando andate a cena, nemmeno ti chiede dove andare, sceglie lui dove mangiare in posti che nemmeno nomino? Grigliata a base di rosticciana e salsicce e vino fuso l’ultimo menu vero?” “Si, vedi, è che lui è di gusti semplici, primari, ma in fondo..”” Fallo essere anche cattivo e poi sparati, che ti va meglio!”. Penelope non era donna che amava il “politically correct”, quello che aveva in testa arrivava in bocca, senza filtri ed era per questo che Arianna era sempre contenta di vederla. Arrivarono i tè, era uno spettacolo osservare il servizio di tazze e teiera in porcellana, la tovaglia di lino, la posateria d’argento e soprattutto le torte in bella vista:  la Tarte Tatin, la Caprese, la Dobos, da accompagnare alla bevanda calda. Arianna si versò il te, una miscela che aveva scelto per la sua intensa speziatura, che giudicava più adatta al periodo: sarebbe stata invernale, ma quel giorno era perfetta, vista la temperatura rigida. “Vedi Penelope..” esordì Arianna, cercando di iniziare un discorso di chiarimento “io e Matteo.:” “Il tè..” ” Si,  ho scelto un tè Matcha come base, al quale sono state aggiunte spezie perché amo il tè verde giapponese..” “Arianna il tè!” continuò Penelope. ” Sì un attimo, ora te lo devo spiegare.:”. ” Arianna ti stai mangiando le foglie di te dal filtro, non è la torta!” esclamò a voce alta Penelope, svegliandola da quello stato di catarsi. “Ragazza, secondo me frequentare il tipo ti fa male. Almeno, funziona a letto? Ti ha attaccato al muro, scatenato fantasie bestiali, comportandosi in maniera animalesca? ” incalzò Penelope. “Quando lo ha baciato hai sentito quel misto di toscano unito alla sapore di salsiccia grigliata e vino che tanto eccita in tali personaggi? ” . E qui Penelope sapeva di aver calato il carico da novanta, impossibile tergiversare, la risposta doveva essere franca. “Beh, in realtà fuma le sigarette elettroniche, sai quella al gusto gelsomino e rosa e quindi..”. Penelope la guardò, si mise le mani nei capelli e ordinò alla cameriera “Una camomilla con valeriana inclusa per favore”. Arianna la osservò interdetta e lei di rimando: “Non ti dico di farti venire il mal di testa, ma almeno cerca di addormentarti quando ti riporta a casa. Lo faccio per te, uno scampato pericolo..magari questa volta nel fumo ci ha messo la verbena, e dopo chi ti regge più!”. Arianna capì che nella Tarte Tatin poteva osare anche con la crema alla vaniglia..quella sera il pub avrebbe potuto attendere.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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