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Racconto metropolitano

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Era tanto che non usciva insieme a Luana e Magda, due amiche che si conservava da tempo, che la facevano divertire per il loro modo di essere confusionario e bizzarro: Luana era pittrice, nel senso che imbiancava case e palazzi, ma ogni tanto si dilettava davvero a dipingere quadri, di uno stile preciso, il suo, peccato non fosse capito da chi li doveva acquistare. Magda si era fatta trascinare nel mestiere di dog sitter, da uno dei suoi amori intensi ma fugaci: finito l’amore era rimasto il lavoro, peccato che lei odiasse fondamentalmente gli animali e stare fuori tutto il giorno. Era riuscita ad organizzarsi riuscendo a tenerli in casa dall’ora di pranzo in poi, e questo le permetteva di cimentarsi nella scrittura di poesie (sic!) dopo che aveva concupito l’insegnante del corso di scrittura creativa. Mentre pensava a loro, prese il caffè, lo mise nel filtro e fece partire il bollitore: dopo il soggiorno in Francia, si era abituata a bere solo il caffè in quel modo, ne aveva aumentato le quantità e lo trovava gradevole dal mattino alla sera. C’erano anche i biscotti inglesi al burro, e pensò bene che quel mattino ci potesse aggiungere ancora burro e la marmellata di lamponi, dove anche lì un pezzo di burro ci era finito, in cottura…L’incontro della sera prima era stato al solito confusionario fin dall’inizio, con l’appuntamento al  bar per l’aperitivo, iniziato in ritardo. Che poi, non capiva di che aperitivo si trattasse, visto che dopo non cenavano ed andavano subito a sentire un concerto. Luana arrivò vestita con abito nero corto e anfibi, gamba nuda, giubbotto nero con le borchie, Magda era invece sullo stile “figlia dei fiori”, con abitino svolazzante che poco lasciava all’immaginazione, tanto che appena seduta l’apostrofò subito” Hai disdetto l’appuntamento per lunedì?”  e di fronte ai suoi occhi con il punto interrogativo al posto delle pupille esclamò: “Stasera ne avrai a centinaia di radiografie gratuite”. La scelta del cocktail era di una monotonia assoluta, tutte e tre con davanti il loro solito bicchiere: Negroni, Bloody Mary, Americano. Era un rito, quando erano in vena di confidenze, una sicurezza acquisita quando decidevano parlare di se’ stesse. Lei era l’ascoltatrice, quella che si apriva di meno, forse perché la ferita era stata profonda e duratura: non si cancellano tanti anni di vita in comune. Intanto guardò l’orologio, erano le sette ed era preoccupata: vero che di solito fino a mezzogiorno tutte dormivano, ma la notte prima era successo che, per la prima volta, non fossero tornate insieme a casa. Magda le aveva abbandonate, dopo il concerto, alle una di notte, con uno conosciuto nel locale,  e la cosa le aveva preoccupate alquanto. Dopo essersi divertite come non mai, provocando nel ballare, ridendo senza tregua, quella era stata una sorta di doccia fredda. Era arrivata Magda quasi trafelata al tavolo, con la faccia radiosa ma impaurita, con la sua solita voce di scusa: “Ragazze, scusate, scusate, scusate..stasera non torno, però domattina vi chiamo e vi dico tutto…e non mi guardate così!”, eclissandosi in un attimo. Il viaggio notturno fu quasi da sbronza triste, quel gesto le obbligò quasi a ripercorrere le loro storie e non era quello lo scopo del ritrovarsi. Guardo’ al telefono la chat di gruppo, mentre il caffè si era freddato quel tanto che le permetteva di tenere la tazza con la mano, finalmente un messaggio: “Sono a casa, tutto bene” e Luana subito preoccupata le chiese” Stai bene? Tutto a posto?” Qualche secondo di attesa poi ecco il messaggio: ” Diciamo che il dormire non è stato il primo pensiero stanotte”. Scoppiò a ridere, si rilassò e pensò bene di attaccare la Tarte Tatin: in fondo doveva festeggiare idealmente con loro!

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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