Pasta Artigianale Morelli

Racconto di fine vacanze

0

Aveva passato la prima settimana dell’anno a mettere in pratica i buoni propositi che si era dato a dicembre: era una sorta di promessa che lo accompagnava fin da bambino, porsi degli obiettivi da rispettare e, considerando tutto, riusciva a metterne in pratica abbastanza. Questa volta non sarebbe stato così semplice, l’anno trascorso lo aveva “provato”, in positivo e negativo, gli sembrava di sentir parlare un telecronista di una partita di calcio: “grande intensità di gioco”. Di sicuro non si era annoiato, il cuore aveva resistito a stimoli oltremodo continui, ed era comunque pronto a camminare verso un sole radioso: la citazione di Mao Tse Tung gli era venuta mentre si “parlava” a voce alta, una pratica che aveva iniziato a sfruttare dal giorno di Capodanno. Era riuscito ad iniziare a fumare la pipa al posto delle sigarette. Cominciato a leggere due libri, uno al mattino e uno alla sera, di argomenti diversi. La colazione al mattino vedeva protagonista l’estrattore acquistato un anno prima, e la carota con lo zenzero la stavano facendo da padrone, insieme a qualche seme assortito. L’ultimo giorno di vacanze era riservato alla forma fisica, e quindi la giornata doveva iniziare con una corsetta nel parco, abitudine che sarebbe dovuta iniziare quotidiana, per il giorno di festa, sarebbe bastato partire verso le 8 di mattina, peggio durante la settimana, con sveglia già programmata alle sei Scese dal letto senza svegliarla, sia perché non voleva disturbarla, ma anche perché si divertiva a guardarla mentre dormiva. Lei era la spinta che gli aveva dato la forza di mettere in programma tante cose, anche se aveva temuto che tutto il mondo crollasse. Si erano ritrovati dopo un’estate che li aveva visti divisi, impegnati in viaggi diversi, scelti volutamente per seguire maggiormente la propria voglia di conoscere, sia persone che paesi diversi: lei in America, lui in Oriente, una prima volta così distaccati. Al rientro si erano tuffati nei racconti, nelle foto, negli assaggi, ma quei viaggi avevano lasciato il segno: un “autunno caldo”, altra citazione questa volta sessantottina, lo aveva definito lui, che aveva bruciato alcuni sogni ma ne aveva fatti sorgere altri più belli. Intanto si era già vestito per andare a correre, stava aspettando che il caffè uscisse dalla moka, quando lei arrivò in cucina con l’aria buffa, assonnata ma non troppo: “Andiamo a piedi a cercare una pasticceria degna di questo nome per fare colazione?”. Lo sguardo era sorridente e provocatorio: “…e magari a seguire la mostra” aggiunse lui. Cominciò a spogliarsi in silenzio mentre lei entrava in doccia e il caffè si stava freddando nella tazza. Aveva imparato la leggerezza, ed un passo dell’Ecclesiaste: “Ogni cosa ha il suo tempo!”

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Leave A Reply