Racconto di Ferragosto

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Era riuscita a trovare un’estetista aperta la viglia di Ferragosto: la cosa da un lato la divertiva, ma soprattutto la tranquillizzava. In effetti, l’invito ad un pranzo in spiaggia, in costume, non era semplice da accettare se non si fosse sentita a suo agio. Era arrivata al mare convinta dalla sua amica, che non la voleva sola in città, in una delle feste più noiose dell’anno. Più che altro, lei stessa la definiva una festa inutile e i giorni precedenti, passati nella città deserta l’avevano, da un lato annoiata, dall’altro rilassata. Non aveva fatto grandi cose, solo messo i pensieri in fila: un po’ l’episodio della sera prima l’aveva in qualche modo colpita. Trovarsi a bere con i soliti amici nel locale all’aperto, l’arrivo di una persona nuova nel gruppo, l’essersi trovata a parlare bene con lui e trovarselo poi a letto il mattino dopo, quasi pronta a fargli il caffè. Sarà stato l’alcol, la leggerezza del momento, una serata che si metteva in quella direzione, non sa perché era successo, ma quel risveglio l’aveva in qualche modo intristita: si era alzata prima di lui, si era messo a guardarlo e sentiva la percezione chiara di avere un estraneo da buttare fuori subito. Quel risveglio brusco che gli aveva causato, il farlo accomodare alla porta con un saluto frettoloso era quasi un modo di mandare un segnale chiaro : ” A mai più rivedersi”. Anche perché, e rideva un po’ fa se’, non che il giovane ragazzo si fosse dimostrato chissà quale stallone. Intanto, si era provata i costumi, scelto quello giusto, un bikini non troppo d’assalto, riguardò le unghie dei piedi e delle mani, e poi quali bracciali e anelli mettere in pendant. Rimanevano  il vestito e le scarpe e, se pur dovevano servire solo per farsi vedere all’arrivo, iniziava a farsi i soliti problemi, a togliere tutto dall’armadio, rovesciarlo sul letto e cominciare a provare. Gli ci sarebbe voluto lui…il grande amore, colui che riusciva a comprarle i vestiti senza sbagliare e senza che li avesse provati prima. Una fitta improvvisa: era sempre lì, lo poteva nascondere o mascherare ma ogni tanto tornava fuori. Eppure era stata lei, l’ultima volta, a lasciarlo e dire basta, erano passati tre anni ma non era affatto superata, la cosa..Guardò l’orologio e, pur fidandosi delle sue capacità di guida, capiva che se non si metteva in auto, rischiava di arrivare a danze finite. Finì come al solito: il primo vestito che le capitò diventò quello giusto, un paio di sandali e via! Superò davvero se stessa arrivando quasi in orario. Scese dalla macchina pregustando il buffet: aveva fame, aveva mangiato poco e male nei giorni precedenti. L’ingresso al bagno fu quasi trionfale, baci e abbracci distribuiti senza posa, tanti conoscenti, nessun amico, ma in una giornata come quella poteva andare bene così. Si avvicinò al buffet e rimase completamente basita: insalata di mare che sembrava preconfezionata, nemmeno un pesce crudo, nemmeno le sue beneamate ostriche! Ancora più terribile, l’insalata di riso, quella di pasta, il surimi condito…non che se la tirasse ma non ce l’avrebbe fatta a mangiare quella roba. Cercò di andare a bere qualcosa ma non scorse nemmeno una bottiglia di champagne, e quello che è peggio è che tutti gli ospiti sembravano non curarsene. “Ma dove sei capitata? Niente che faccia al caso tuo!” La voce la bloccò, il cuore si mise a battere forte, erano tre anni che non la sentiva ma era lui. SI voltò in silenzio, aveva paura della reazione, ma quando lo vide con un piatto di ostriche e la bottiglia di champagne capì che non era davvero cambiato. “Ti va se ci sediamo?” e intanto lo champagne scorreva nel bicchiere e non poteva che essere un buon Ferragosto

Credits brunch.co.kr

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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