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Proposta: cambiamo nome alle sagre, quelle vere non esistono più

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Oramai mi arrendo e dopo averne, scritto, parlato, dibattuto per anni, sono giunto alla conclusione che non esiste altra soluzione: cambiamo nome alle sagre, quelle vere, quelle che hanno ancora un significato legato a questo nome, che  sono nate per celebrare un prodotto locale, tutt’ora presente, e che vengono svolte in un periodo legato alla  tradizione, che sia essa religiosa o laica, o semplicemente stagionale. La lotta per contrastare il fenomeno dell’utilizzo scorretto del nome è impari:  basta fare una ricerca sul web e capire che ogni settimana ci sono manifestazioni per ogni dove, sparse su tutto il territorio nazionale,  che esaltano quel piatto o quell’ingrediente, magari completamente avulsi dalla realtà territoriale. Solo vicino a Firenze abbiamo la sagra del fritto di mare in collina, in città si celebrerà la festa del Seitan, poi in Toscana sono previste quella della carbonara di terra e di mare (sic!), quella del bombolone, si organizzano sagre acquistando prodotti fuori dal territorio perché in zona non si trova più, come succede spesso per quelle dei funghi porcini per esempio: impazzano in tutta Italia quelle dedicate alla Nutella: manifestazioni di grande successo di pubblico, organizzate alcune per scopi benefici, il che è lodevole ed è bene che vadano avanti: solo cambiamo nome. Lo hanno fatto gli svizzeri con l’emmental, che oggi si chiama emmentaler, per distinguerlo dal formaggio prodotto in Francia, perché non farlo da noi? L’alternativa sarebbe quella di far chiamare le sagre “finte” feste o festival, la la parola non ha lo stesso appeal. La sagra porta con se’,nell’immaginario collettivo, tavoli di legno, odori che si mescolano, convivialità forzata, in positivo, piatti e bicchieri di plastica, con buona pace degli amanti del vino. Certo, in alcune zone, succhiano lavoro ai ristoratori, ci sono con frequenza inaudita, e certo, a vedere i prezzi,non appaiono poi così economiche: oggi sono molto più seguite da un punto di vista igienico sanitario, il che è un passo in avanti, ma non è tanto l’aspetto pratico che vorrei dibattere, e che porterebbe ad una discussione sterile. E’ il nome da cambiare: qualche proposta?

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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