Primo giorno a New York, tra un brunch ed una camminata

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Inutile negarlo, New York mi piace, e molto. Ricca di vita, e`una citta` vera. che vive 24 ore al giorno. Lascio le valigie in appartamento e mi precipito subito ad assaporare la Grande Mela. Incomincio con il tassista: e` tutto vero quello che c’e` scritto sulla guida, per andare in determinate zone bisogna sapere da soli la strada, spesso loro non la conoscono molto bene. Primo appuntamento a Perry street, locale molto interessante, a due passi dal Greenwich, dove si celebra il brunch domenicale. Tante famiglie e gruppi di amici per mangiare insieme, seduti  a tavoli rotondi. Prevale il bianco alternato al marrone chiaro, e poi tante vetrate che fanno entrare uno splendido sole. Nemmeno un’insegna per riconoscerlo, ma succede nei locali esclusivi. Seguo il consiglio di Iacopo Falai, fiorentino DOC che risiede da questa parte dell’oceano dal 2000 e che ora dispone gia` di tre locali:uno lo vado a visitare stasera : calamari croccanti fritti con salsa al sesamo montata e leggermente acidula. Dopo un uovo in camicia impanato e fritto…fantastico, servito con riso al ginger, peperoncino ed avocado.Annaffio il tutto con un Martini cucumber. Dolce meno elettrizzante, souffle` al cioccolato con gelato alla vaniglia. Osservo la varia umanita` seduta e mi accorgo che le storie si ripetono ovunque uguali nel mondo: nel tavolo accanto due coppie anziane con gli uomini che parlano fra di loro cosi` come le donne. Ben rappresentata la comunita` gay. Lascio il 15% di mancia obbligatorio e il totale diventa di 46 euro. Riparto, il Village mi aspetta!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. one man come in the name of food
    on man come and go (..)
    what more in the name of food..

    versione rivisitata ma appropriata non ti pare?

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