Pizzeria Giotto a Firenze

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“Qui facciamo due turni, o alle 19.30 o alle 20.30”. “Obbedisco!” verrebbe da dire ascoltando la voce gentile ma ferma dall’altro lato della cornetta. Siamo in una zona periferica di Firenze, vicino a Novoli, il quartiere che si sta trasformando in maniera radicale, per tramvia ed in un futuro lontano il nuovo stadio, ma dove era difficile un tempo andare  la sera per mangiare: la pizzeria si chiama Giotto e la proposta è quella di una cucina e una pizza tipicamente napoletana, anzi ischitana per la precisione. L’ambiente è piccolo, appena demodé, con tavoli belli attaccati l’uno all’altro, sedie dal look d’antan ed un menu di cucina che fa ricordare veramente i meravigliosi anni Ottanta: gli spaghetti alle vongole rosé non li avevo mai letti, ma ci sono poi consolatorie anche le farfalle al salmone rosé, un risotto radicchio e gorgonzola che ricorda gli anni Novanta e poi specialità isolane come il coniglio all’ischitana. Ma non mancano crocchè e arancini e conviene dedicarsi a loro, se la fame è tanta, prima della pizza. Ed eccoci al punto, qui si viene a mangiare la pizza, essenzialmente, ed è buona e golosa, peccato ritardi molto il servizio, il fatto che sono tante anche le pizze per asporto. Bisogna armarsi di pazienza, e magari arrivare motivati: se una portata deve arrivare dalla cucina si rischia tranquillamente di aspettare 45 minuti prima che arrivi qualcosa a tavola, quindi meglio il solo pizza: Marco Manzi è un pizzaiolo bravo, che sa ben lavorare, e la pizza è come ti aspetti: alta, soffice, saporita, digeribile. Provata la margherita e la ripiena, ce ne sono altre che magari possono lasciare perplessi , come gusti e abbinamenti, ma sul tradizionale non si sbaglia. Poi, basta essere tranquilli e non avere fretta…

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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