Pils & Love

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Testo di Paola De Blasi Foto di copertina di  Miguel Rivas The BeerTrekker

”Vivere era l’immagine di un campo di grano che ondeggia al vento sul fianco di una collina. Vivere era una giarra di terra piena di acqua nella polvere della trebbiatura, col grano lanciato in aria e la pula che vola” Hemingway

VegetaleEsiste una agricoltura che è stata dipinta, fotografata, che ha ispirato poesie, paralleli e canzoni ma che nella realtà fatica a sopravvivere per costi raramente coperti da effettivi guadagni… Il Grano è il simbolo che accompagna da sempre la crescita e il sostentamento delle civiltà, denso di umiltà e povertà ma di una ricchezza intrinseca immensa. Il pane è il re della tavola, conserva nel suo essere una valenza divina e il suo profumo rievoca come un miraggio i tempi andati. La seconda Emozione, che prende il testimone dal seminare, è la Birra che va a colorare e ad arricchire di gusto e profumi il mosaico. Il suo colore è il Giallo oro, come il grano e l’orzo, il suo volto è il mastro birraio per eccellenza, Agostino Arioli.

Nel 1996 fonda il Birrificio Italiano dando il via ad un processo di innovazione nel panorama della birra artigianale italiana. Non è facile parlare di Agostino, bisogna proprio conoscerlo, per capire attraverso la sua estrema umiltà il coraggio e l’intuizione che ha avuto dando il via ad un concetto, quello artigianale, sconosciuto all’epoca ma volto all’esaltazione della materia prima. Con il suo lavoro e il massimo rispetto per tutto ciò che è naturale ha dato un’alternativa concreta ai seminativi facendo interagire due realtà produttive così diverse.

L’idea di Agostino e dei birrai di Birrificio Italiano era creare birre “buone da bere”, era ed è creare birre a regola d’arte ma centrate sull’equilibrio e sulla piacevolezza, godibili con l’immediatezza dei sensi prima ancora che con la testa, in cui il valore aggiunto a livello culturale e concettuale fosse importante ma sempre subordinato al puro piacere della beva. Innovare senza mai spingersi a modificare la natura stessa della materia prima.

PILS, perché la prima birra di Ago (come tutti chiamano Agostino n.d.r.), la Tipopils era una Pils differente da tutte le altre appartenenti alla tradizione boemo-tedesca, perché oltre ad essere non pastorizzata o microfiltrata, proponeva per la prima volta un cambio di paradigma rispetto ai canoni classici dello stile. Fu la prima birra del suo genere per cui venne impiegata la tecnica del dry hopping. La tecnica di luppolatura a freddo portò al centro dell’esperienza di bevuta la potenza aromatica dei luppoli nobili tedeschi, arricchendo l’equilibrio e la leggerezza degli esempi più classici dello stile con una carica di aromi erbacei senza precedenti. Quella che era pura innovazione divenne canone di successo internazionale diventando non un tipo di Pils ma  l’ideale di Pils a cui ispirarsi,  dando vita ad un sotto stile che si chiama Italian Pilsener

BirreEd è proprio la voglia e la curiosità di testarsi sempre che lo ha spinto ad intraprendere l’ambizioso e pionieristico progetto di “Klanbarrique”, accompagnato dagli enologi Andrea Moser e Matteo Marzari, dove la passione del mastro birraio si è intrecciata con la genialità e tecnica enologica. Una sperimentazione alchemica dove sondando i punti di contatto tra vino e birra hanno dato vita ad una nuova generazione di bevande ibride dalla forza dirompente e molto spesso fuori dalle regole.

LOVE, perché solo amando profondamente il proprio lavoro si possono superare i limiti della ragione e andare oltre in sperimentazione e ricerca. Amando e rispettando la Natura si possono estrarne forme diverse di espressione e anima. Affondando le labbra nella golosa schiuma delle loro birre si viene trasportati direttamente in quel campo d´orzo, di grano, di luppolo, d´uva a volte… chiudi gli occhi e capisci quanta ricchezza la Natura ci mette a disposizione, dobbiamo solo aver la pazienza di saperla interpretare e lasciare sempre libero il nostro animo bambino, in grado di farci sognare ed andare oltre a ció che è stabilito, che è canone e regola, a non fermarci mai…

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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