Pierluigi Tolaini , la scomparsa di un grande personaggio

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Pierluigi Tolaini, proprietario dell’omonima azienda vinicola di Castelnuovo Berardenga, ci ha lasciato. E’ stato un personaggio fuori dagli schemi soliti del mondo vinicolo italiano:;  mi colpì alquanto quando lo conobbi, sincero fin dall’inizio, fintamente burbero , grande ascoltatore, un vero “self made man” partito dall’Italia senza un soldo e tornato in Toscana per riuscire a soddisfare una sua grande passione: quella di riuscire a produrre vino buono in un posto stupendo. Di persone come lui ne avevo letto sui giornali quando ero ragazzo, avevo sentito racconti in televisione di chi aveva realizzato il sogno americano, ma conoscere da vicino chi si è fatto davvero da se’ lascia il segno. Perché una cosa è leggere, una cosa è sentire dalla voce di chi l’ha vissuto, il racconto di chi non avendo niente da perdere, con la fame vera che attanaglia lo stomaco, si vede costretto a lasciare la terra nella quale è nato per cercare di migliorare la sua vita.

VINI Tolaini Lascia la  Garfagnana nel 1956, a nemmeno vent’anni, con la pena nel cuore per il distacco dalla famiglia ma con l’odio profondo per quel posto al quale comunque è legato :  l’incapacità di potervi immaginare un futuro bello non la poteva sopportare. Cucinava nei barattoli di pelati, si nutriva spesso di erbe spontanee ad accompagnare la polenta, unico cibo atto a riempire lo stomaco, lavorava in campi poco generosi: qualunque altra destinazione sarebbe stata migliore. E come tanti emigranti, il viaggio in nave gli resterà dentro l’anima, tanto che non la prenderà più per viaggiare tra l’Italia e il Canada. Inizia a lavorare in un autolavaggio, fino a che riesce a trovare un lavoro come autista di camion per il trasporto merci: e come nelle favole, diventerà il proprietario della più grande azienda canadese di autotrasporti. Ecco che comincia a farsi impellente il desiderio di rispettare le promesse fatte in gioventù: a tante aveva già risposto, mancava il riuscire a fare vino buono. Lia e Pierluigi Tolaini

Nel 1998 acquista l’azienda chiantigiana, nel 2005 esce il primo vino. Partito dall’idea di non voler fare Chianti Classico e produrre vini di chiaro stampo bordolese, tanto che come consulente iniziale sceglie Michel Rolland,  nel corso degli anni cambia idea,  grazie alla figlia Lia, e riesce a capire ed amare il territorio che ha scelto trasformando la produzione, mantenendo i vini più rappresentativo e dedicandosi con maggior passione al vitigno sangiovese. Un uomo che ha trasmesso passione, forza concretezza ed entusiasmo: l’esempio di una generazione che mai come in questo momento può servire come modello per il futuro prossimo.

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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