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Pesce palla, il fascino della morte ad Expo 2015

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Beh, il fatto che un mese fa sia intervenuto il Ministero della Salute italiano per far esibirie i cuochi giapponesi all’Expo per fare una dimostrazione sul pesce palla, la dice lunga sulla pericolosità di questo pesce: basta un milligrammo per uccidere un uomo, a causa di un veleno potentissimo annidato in uno degli organi del pesce, che però non è mai lo stesso. La storia del pesce palla sembra fatta apposta per spiegare la mentalità giapponese: pazienza, ordine, disciplina, rischio, messi tutti insieme . Insomma, per diventare tagliatori ufficiali del pesce palla, bisogna studiare per anni, avere grande capacità manuale , una certificazione e poi è possibile far spendere fino a 400 euro per gustare un piatto che in casa è vietato preparare. Sembra quasi di ricordare i vecchi che facevano bere la grappa fatta in casa, straricca di metanolo , in barba alle leggi vigenti, solo che in quel caso , la quantità doveva essere notevole e ripetuta: qui basta un boccone sbagliato per rischiare il decesso. Che poi, a detta di chi lo ha assaggiato, è indubbiamente gradevole gustare le carni crude tagliate sottilmente ma da rischiarci la vita appare perlomeno velleitario. Che dire, forse nel contesto giusto, in Giappone, nel ristorante selezionato, immersi in un mondo diverso, potrebbe avere un senso, ma in un padiglione, se pur bello, rischiare la morte per un pesce , sembra quasi una sorta di reality per far partire delle belle scariche di adrenalina agli astanti!

Credits attualissimo.it

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. funziona adesso. dicevo che già in occidente si è soliti mangiare cose che potrebbero causare malattie. non la morte immediata ma sofferenze. cozze, vongole, uova crude, conserve, carne cruda, pesce crudo. epatiti. salmonella, botulino, mucca pazza, anisakis etc etc e sono alimenti che mangiate normalmente.

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