Filippi

Penne mare e monti

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Potremmo già discutere se il nome è corretto: mare o mari? Se esiste più di un monte esisterà più di un mare, ed esisteranno quindi più versioni di chi ha voluto unire ciò che per natura non lo può essere. Per quale oscuro motivo un cuoco ha messo insieme ingredienti così stonati? Peggiorati tra l’altro tra imitatori che, volendo differenziarsi hanno reso la situazione insostenibile. Vediamo nello specifico di cosa si tratta: se si trattasse solo di unire verdure e pesce, esempi di ottimi connubi non guastano, basti pensare a creme e vellutate dove cozze e vongole diventano il giusto complemento. Poi ci sono le paste fresche che si difendono quando il legame avviene su frutti di mare e porcini. Pensiamo invece ai funghi, coltivati, conservati al naturale (sic!) o secchi che si vedono accompagnare da gamberetti, presumibilmente surgelati, magari annegati nel pomodoro. Ed oltretutto la salsa così confezionata fatta cuocere a lungo per rovinare definitivamente la speranza di trovare una consistenza perlomeno morbida e invitante dei crostacei. Qualche buontempone degli anni Ottanta decise di aggiungere la panna, magari togliendo il pomodoro o creando la versione rosa, tanto per violentare ancora di più le papille gustative già provate da siffatta perversione. Tra le varianti trovate, anche gamberi giganti, cozze e anche, tenetevi forte, surimi!!. Insomma, ha senso oggi tenere in vita un piatto demodé e mal concepito? Togliendo pomodoro e panna qualcosa di migliore si ottiene? A voi la parola!

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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