Paul Gauguin artista di un altro mondo

0

Nutro sempre un certo fascino per gli artisti che sono vissuti meno di me: innegabile dirlo, mi chiedo sempre quante cose sono riusciti a fare in pochissimi anni di vita. Hanno lasciato il segno, hanno creato interesse, se ne parla ancora dopo moltissimi anni, sono geni a tutto tondo Ora poi Paul Gauguin, a parte le problematiche legate alla situazione attuale del Coronavirus, era salito alla ribalta delle cronache per essere stato giudicato da un critico inglese “Un vero coglione”. E qui si entra in una dinamica che non sopporto, quella nella quale si mescola il pubblico al privato, l’artista con la persona, il modo di comportarsi e le opera lasciate. Per la morale dell’epoca, era scandaloso che avesse moglie e cinque figli ed un’amante minorenne a Tahiti? Sarebbe potuto partire da solo se non avesse goduto di libertà di azione? Non è questo il il luogo dove discuterne, a me è piaciuto tanto al Musée d’Orsay il quadro da lui dipinto “Il pasto” quando era in Polinesia francese, a Tahiti.

Gauguin Le repasMa è anche vero che non penso che il pittore francese avesse chissà quale interesse per la tavola, se non una curiosità antropologica nell’isola. Me lo immagino più legato all’assenzio e anche al vino, che ad un interesse sul cibo. Ma questa immagine della sala di casa mi è piaciuta, quale grande esempio di contrsato tra una vita da borghese e quella che poi ha scelto di fare

 

 

Testo di Elisa Martelli

Paul Gauguin nasce a Parigi nel 1848, trascorre la prima infanzia in Perù per poi studiare in collegio in Francia. L’irrequietezza e il desiderio d’avventura caratterizzeranno tutta la sua esistenza: dopo un’esperienza in marina, la perdita del lavoro come agente di Borsa lo porterà a dedicarsi completamente all’arte. Gli inizi come autodidatta lo vedono vicino agli amici impressionisti Pissarro e Degas, con un interesse per le forme solide di Cezanne. Gauguin conoscerà la tranquillità matrimoniale, ma anche povertà, scandali, amicizie turbolente come quella con Van Gogh, tutto all’insegna di una creatività libera da ogni schema alla continua ricerca del suo ideale artistico.

Per tutta la vita rifuggirà il conformismo borghese, viaggerà in Bretagna affascinato dalle tradizioni popolari per poi approdare in Polinesia, alla ricerca di un Eden perduto. Le sue opere più note sono proprio quelle esotiche, prive di prospettiva, contraddistinte da colori piatti, non naturalistici, con linee di contorno definite, quadri che vedono spesso come protagoniste giovani donne indigene. L’artista avrà pessimi rapporti con le autorità coloniali francesi e si scaglierà contro le missioni religiose in quelle terre che –  a suo parere – stavano corrompendo l’innocenza e l’energia primordiale di quelle popolazioni. Amante della vita, delle giovani fanciulle, della libertà artistica e sessuale, morirà di sifilide nel suo ultimo approdo, le Isole Marchesi, aveva 55 anni. Un Ulisse che non seppe resistere al canto delle sirene.

Interno i casa d’Artista Paul Gaugin Interno in casa d'artista Paul GauginInterno della casa dell’artista in Rue Carcel a Parigi, 1881, Oslo, Nasjonalgalleriet

In questo quadro, dipinto quando l’artista si dilettava ancora nella pittura nel tempo libero, appare un contesto domestico, familiare. Nel 1881, infatti, Gauguin era già sposato con la danese Mette, donna da cui avrà 5 figli. Siamo nella loro casa parigina, immersa di una luce che fa vibrare tutte le superfici. L’inquadratura innovativa -che richiama Degas, anche per i toni bruniti delle pareti- colloca i soggetti in un angolo del dipinto, intravediamo la moglie del pittore mentre suona, quasi interamente nascosta dal pianoforte, con l’artista che si autoritrae all’ascolto. Colpisce la vivacità dei colori del vaso di fuori, le pennellate danzano nella tovaglia continuando il movimento nella gamba tortile del tavolo. La solidità della sedia lignea fa pensare a Cezanne, mentre i sandali appesi alla parete anticipano il soggiorno bretone di Gauguin. Proprio la sua decisione di dedicarsi totalmente all’arte lo porterà ad un allontanamento progressivo dal ruolo di marito e padre, così come dai suoi inizi vicini allo stile degli Impressionisti.

 

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento