Palate di sterco al ristorante “Cambio” di Torino

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Incredibile ma vero, sono tornati: trent’anni fa erano gli indiani metropolitani, oggi sono quelli che fanno parte dei centri sociali, ma la musica non cambia, sempre di cacca si tratta. La cronaca ci riporta che alcuni clienti sono sporcati i vestiti a causa di un lancio molto vigoroso, effettuato con i secchi, affinchè il contenuto andasse ben sparso sui pavimenti. Tralasciando gli aspetti “pulp” della vicenda, torna a far capolino l’equazione “mangio al ristorante di lusso=sono ricco”, senza considerare che quella per il cibo possa essere una passione che coglie anche l’operaio della FIAT. E’ pur vero che l’azione dimostrativa è stata fatta in un ristorante più famoso per gli arredi e la sua storia che per le pietanze proposte, ma viene da chiedersi cosa può succedere se tale moda inizia a diffondersi: attesi traslochi dei più famosi ristoranti di città in fattorie di campagna, lì almeno l’ambiente maschera bene qualunque ingerenza animale!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. resistenza enogastronomica -

    Le reazioni tra la gente del popolo non è di stupore , fuori dalle edicole commentando ad alta voce la notizia i commenti sono stati “era ora”, “meno male” , oppure il tutto condito da risate sarcastiche ” anche LORO mangino un po’ di m…”. Sono brutti segnali , cenni di una esasperazione che porta a difendere azioni illegittime e pericolose
    link
    http://viabellezia8bis.blog.lastampa.it/resistenza_enogastronomic/2009/03/il-cambio-i-vip-e-la-caduta-dal-pero.html
    SAluti

  2. Ma i locali di un certo livello non hanno la porta chiusa ed il campanello da suonare?
    Dubito si sarebbe aperto a gente incappucciata munita di secchi di merda se li si fosse visti prima…

    Insomma, se di livello che si attrezzino almeno con una porta ad apertura controllata.

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