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Pajata, il ritorno..

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Ebbene si, invece di pensare alla partita di stasera, che divide di nuovo i tifosi fiorentini e romani, il mio pensiero va a qualcosa che affratella i buongustai delle due città e che deve essere un motivo di piacere da entrambe le parti: il ritorno della pajata sulle tavole della Capitale dopo 14 anni di astinenza, sorte toccata per tempi minori ai fiorentini all’epoca della bistecca. Si tratta, per chi non lo sapesse,  dell’intestino tenue del vitello da latte, che in questi ultimi anni si vociferava venisse venduto sottobanco dalle macellerie a prezzi elevati, per non mandare in crisi d’astinenza i ghiottoni erranti di Roma. Leggende metropolitane? Chissà, un po’ come quelle che riguardano tutti i cibi proibiti che, regolarmente, hanno sempre un posto più o meno segreto nel quale vengono consumati. Qualcuno non ne ha sentito la mancanza, soprattutto coloro per i quali le frattaglie sono un cibo “sporco”, “Brutto”, “Cattivo” e non l’essenza ultima del sacrificio animale. La soddisfazione di vedere la faccia di un amico straniero, alla spiegazione di cosa sta mangiando, è una soddisfazione senza pari: può capitare per il lampredotto, e passi, forse per la soprassata o coppa di testa l’espressione peggiora, ma quando si tratta di pajata ho visto spesso i soggetti far finta di non capire, per non realizzare pienamente cosa stavano ingurgitando, ebbri di tanta piacevolezza. La pajata si cucina con gli odori ed il pomodoro  in padella, la si deve legare per evitare la fuoriuscita della parte interna, che diventa poi essenziale per legare i rigatoni , che saranno poi pienamente amalgamati, grazie all’aggiunta di pecorino romano. Piatto indiscutibilmente “politically uncorrect”, nella mia fantasia deve essere mangiata in una stagione calda, all’aperto, sudando, sempre ali limite tra demonio e santità, tra piacere e disgusto, in quella linea di confine che miete molte vittime, che soccombono dopo qualche boccone. Ancora qualche settimana e poi sarà reperibile per tutti ed un blog come quinto quarto non poteva che festeggiare la notizia! Credits lazio.cucinaregionale.net

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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