Filippi

Osteria dell’Enoteca a Firenze

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Qui una volta c’era il Santo Graal, e nella storia recente di Firenze, rappresenta un luogo importante, dove si sono esibiti cuochi oggi decisamente popolari non solo sulla piazza fiorentina: Simone Cipriani, con Essenziale e poi a breve la  nuova apertura di FAC al piano superiore di Eataly a febbraio, Gabriele Andreoni oggi poco distante a Gurdulù , poi la chiusura e la vendita al gruppo di lavoro che gestisce Pitti Gola e Cantina, in piazza Pitti. Cambio radicale di impostazione, una cucina molto più legata alla tradizione, di vera sostanza, con ampio spazio alla griglia, dove vengono proposte bistecche di manzo da razze diverse, con cadenza mensile. In cucina a sovrintendere il tutto Nicola Chiappi. Non è cambiato niente nell’arredamento, se non che ora la tavola viene apparecchiata con la tovaglia. Non ci sono stuzzichini iniziali, nessun aperitivo offerto, è trattoria  vera, nel coperto è compresa l’acqua e già questo è un punto a favore. La carta dei vini non c’è, il che non è particolarmente bello. Tocca alzarsi ed andare a vedere i vini posti in bella mostra nella vetrina a temperatura controllata, ma non c’è scritto il prezzo. I vini al bicchiere non ci sono, vengono serviti un po’ controvoglia su richiesta specifica, ed anche il prezzo lo si scoprirà al momento del conto. La giustificazione è che  alla casa madre sono tanti i vini al bicchiere proposti, ma se l’osteria si chiama “Dell’ Enoteca” una qualche rispondenza con l’offerta ci dovrebbe essere. Peccato. L’antipasto di crema di cavolfiore con calamari marinati in julienne è gustosa e croccante, bilanciata anche in acidità, l’intingolo di funghi con fonduta di pecorino e uovo affogato è goloso e avvolgente, da amanti del genere. Gli spaghetti Verrigni ai carciofi risultano perfetti in equilibrio e sapore, con la frittura degli stessi carciofi messa in superficie non unta e intrigante.  Ben eseguito il diaframma di vacca della Calvana alla griglia, succulento e ricco di sapore,  con peperoni saltati, magari un po’ fuori stagione ed ancora con la pelle attaccata. SI chiude con una crème brûlée al rosmarino che sarebbe stata anche di buon sapore, ma segnata da una temperatura gelata e dalla crosta non sufficientemente croccante. Servizio rilassato, gentile e divertente. Antipasti dagli 8 ai 12 euro, primi 10 12 euro, secondi 13 20 esclusa bistecca, dolci 5 euro. Comunque chiedete che di vini buoni ce ne sono!

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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